Scontri tra forze pro-Haftar in Libia, un morto e quattro feriti a Sirte

La città è controllata dall'autoproclamato Lna e dagli alleati del gruppo russo Wagner

Libia

Si sono registrati scontri a fuoco ieri sera a Sirte, città che ha una forte valenza simbolica e strategica in Libia controllata dall’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar e dagli alleati del gruppo russo Wagner. La ricostruzione dei fatti varia a seconda delle fonti.



Secondo l’agenzia di stampa turca “Anadolu”, si tratterebbe di uno scontro in seno alle forze dell’Lna, in particolare tra i militanti della Brigata Al Kaniyat (sospettata delle fosse comuni rinvenute a Tarhuna, a sud di Tripoli), della 166ma Brigata (dove è in servizio il figlio di Haftar, Saddam, il quale si troverebbe proprio a Sirte) e la Brigata Warshefana. In base a questa versione, gli scontri a fuoco avrebbero causato almeno un morto e quattro feriti.

Secondo l’emittente televisiva libica “218 tv”, si tratterebbe di un’operazione di sicurezza scattata dopo che diverse persone armate hanno aggredito un uomo davanti alla sua casa e alla sua famiglia nella periferia della città: la vittima è rimasta gravemente ferita, prima che gli uomini armati rubassero la sua auto e fuggissero. Secondo “218 tv”, che cita fonti locali, l’auto è stata rintracciata nelle vicinanze della Mezzaluna rossa libica di Sirte, accanto alla sede dell’ostello della gioventù e di fronte al liceo Uqba bin Nafi al Muttalat, sulla strada che costeggia il mare. Durante un blitz condotto sul sito, la squadra di sicurezza locale è stata attaccata a colpi d’arma da fuoco ed è iniziato un conflitto. Il quartier generale dell’ostello della gioventù è dove è di stanza la Brigata Warshefana. Lo stesso luogo aveva assistito a uno scontro a fuoco circa due mesi fa. Secondo “Anadolu”, il 2 febbraio scorso si era verificato uno scontro tra milizie pro-Haftar quando la Brigata Tariq bin Ziyad aveva lanciato un attacco al quartier generale della Brigata Al Kaniyat.



La città di Sirte si trova nel centro del Golfo della Sirte ed è uno snodo fondamentale lungo l’arteria stradale che percorre la costa libica: la riapertura del tratto di strada che da Sirte arriva a Misurata è uno dei principali punti dell’accordo sul cessate il fuoco raggiunto lo scorso ottobre. Su impulso del defunto colonnello Muammar Gheddafi, in questa città ha avuto origine l’Unione Africana: lo stesso complesso di Ouagadougou dove è stata votata la fiducia all’attuale esecutivo libico “ad interim” (in carica cioè fino alle elezioni di dicembre) ha dato i natali all’organizzazione regionale. Il rais, peraltro, era nato a 20 chilometri da Sirte e in questo stesso luogo aveva trovato la morte il 20 ottobre del 2011, ucciso da un colpo di pistola alla testa dopo essere stato catturato dai ribelli mentre si nascondeva in una conduttura. Sirte ha visto anche l’ascesa e il tramonto dello Stato islamico, estirpato dalla città nel dicembre del 2016 ma a caro prezzo dalle milizie di Misurata, che hanno perso circa 700 combattenti (oltre 2.000 i feriti) contro le “bandiere nere”. Oggi Sirte si trova proprio lungo la linea del fronte del “conflitto congelato” tra le forze di Tripoli da una parte ed Esercito nazionale libico dall’altra. Non solo. La città ospita spesso le riunioni del Comitato militare congiunto 5+5 (cinque ufficiali di Tripoli, cinque di Bengasi) ed è qui che si è tenuta la sessione unitaria del Parlamento libico che ha garantito la fiducia al Governo di unità nazionale del premier Abulhamid Dabaiba.

 

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