Scozia: partito Snp favorevole all’avvio delle procedure per l’istituzione della Banca centrale

E' quanto emerso dalla conferenza nazionale online dei delegati del partito

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La maggioranza dei delegati della conferenza del Partito nazionale scozzese (Snp) si sono detti favorevoli all’avvio dei preparativi per istituire una Banca centrale della Scozia, che dovrebbe iniziare ad essere operativa dopo l’indipendenza dal Regno Unito. E’ quanto emerso dalla conferenza nazionale online dei delegati del partito governativo scozzese Snp tenutasi ieri. Come riferisce il quotidiano britannico “Financial Times”, si tratta di una posizione nuova rispetto alla linea tradizionale piuttosto cauta sul tema da parte del Partito nazionale scozzese.



La leader dell’Snp, Nicola Sturgeon, continua inoltre a rimanere cauta ed ha recentemente dichiarato che una Scozia indipendente continuerà ad utilizzare la sterlina britannica “fintanto che sarà necessario”, in modo da favorire la stabilità economica. Molti delegati del partito governativo scozzese, tuttavia, auspicano invece una rapida introduzione di una moneta nazionale, criticando in questo senso la linea “attendista” di Sturgeon.

Secondo i sostenitori della risoluzione approvata ieri dal Snp, il proseguimento nell’utilizzo della sterlina porterebbe rallentamenti nell’intero processo per l’indipendenza limitando la libertà di azione economica della Scozia. “La moneta di una Scozia indipendente continuerà ad essere la sterlina britannica fino a quando una nuova moneta potrà essere introdotta in modo sicuro e stabile nell’interesse complessivo dell’economia. Una moneta scozzese sarà introdotta non appena sarà fattibile dopo l’indipedenza”, hanno precisato dal Snp dopo l’approvazione della risoluzione.



La leader dell’Snp e premier scozzese Sturgeon ha insistito anche nella conferenza di ieri che la priorità in questo momento deve essere la lotta alla pandemia del Covid-19. Secondo alcuni analisti citati dal “Financial Times”, Sturgeon avrebbe motivazioni politiche per non accelerare sul fronte dell’indipendenza: recenti sondaggi segnalano infatti che in un eventuale secondo referendum ci sarebbe un grande maggioranza di persone favorevoli a rimanere nel Regno Unito. Anche il calo delle entrate derivanti dalle vendite del petrolio, in atto dal 2014, sarebbe uno dei motivi di questa tendenza riscontrata nei sondaggi.

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