Secondo la “Faz”, 14 Stati Ue propongono l’istituzione di una Forza di reazione rapida

È quanto avrebbero concordato 14 dei 27 ministri della Difesa ieri a Bruxelles

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L’Ue deve essere rafforzata sul piano militare e, a tal fine, deve essere dotata di una “First entry force”, una forza di reazione rapida per uno “scenario di dispiegamento immediato, a breve termine”. È quanto avrebbero concordato 14 dei 27 ministri della Difesa degli Stati membri dell’Ue, incontratisi a Bruxelles nella giornata di ieri 6 maggio. Come riferisce il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, del gruppo fanno parte Germania, Francia, Italia e Spagna, “i pesi massimi militari” dell’Unione europea.



In particolare, la “Firs entry force” europea dovrebbe inizialmente consistere di una brigata dell’esercito e di una componente navale, per un totale di cinquemila effettivi. In una fase successiva, potrebbero aggiungersi aeronautica e reparti di supporto. Il progetto si colloca all’interno della “Bussola strategica”, iniziativa avviata dall’Ue nel 2020 per lo sviluppo e il rafforzamento della Politica estera di sicurezza e difesa (Pesd). La “Bussola strategica” si articola in gestione delle crisi, capacità di resistenza, industria della difesa e partenariati, con la “First entry force” parte della prima area.

L’iniziativa dei 14 Stati membri sarebbe sostenuta dal Servizio europeo per l’azione esterna (Seae). “Dobbiamo imparare a parlare la lingua della potenza. Se vogliamo diventare un importante fornitore di servizi di sicurezza, abbiamo bisogno di questa capacità di una forza di reazione rapida”, ha affermato un funzionario del Seae. La dimensione di cinquemila effettivi è “un obiettivo ambizioso”, ma può essere raggiunto. A tal fine, si dovrebbe verificare se i gruppi tattici dell’Ue, istituiti nel 2007, possano essere assorbiti nella “First entry force”. L’Ue schiera in permanenza tali reparti, uno sul fronte settentrionale e uno su quello meridionale. Ciascun gruppo tattico è formato da un battaglione di fanteria e altre forze di supporto, per un totale di almeno 1.500 effettivi di diversi Stati membri, che a turni di sei mesi ne assumono il comando.



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