Sei Regioni italiane a rischio zona arancione: attesa per le nuove misure anti-Covid

Italia pronta a cambiare nuovamente i colori delle Regioni. La mappa potrebbe subire nuove variazioni

Regioni

Italia pronta a cambiare nuovamente i colori delle Regioni. La mappa, modificata meno di una settimana fa, potrebbe subire nuove variazioni già da questo fine settimana. In attesa dei dati sul monitoraggio della cabina di regia, in programma domani, venerdì 19 febbraio, alcune regioni potrebbero cambiare colore a seconda del livello di rischio legato alla situazione epidemiologica.



Le Regioni in peggioramento

Al momento nessuna regione è in zona rossa, da questa settimana però sono aumentate quelle che si trovano in zona arancione: Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento e Umbria. Mentre la Sicilia è passata in zona gialla, sommandosi a Calabria, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto. In alcune Regioni, però, la situazione epidemiologica è in peggioramento a causa della diffusione delle varianti Covid e potrebbero quindi passare dalla zona gialla a quella arancione. Si tratta della Lombardia, dell’Emilia-Romagna, delle Marche, del Friuli-Venezia Giulia, del Piemonte e del Lazio.

Situazione in peggioramento confermata anche dall’ultimo bollettino del ministero della Salute: 12.074 i nuovi casi di coronavirus in Italia. In aumento i tamponi, 294.411, ma il tasso di positività registra comunque un leggero rialzo e si attesta al 4,1%. Sale anche il numero dei decessi, per un totale di 94.540 vittime da inizio epidemia. Ancora in discesa i ricoveri: in terapia intensiva si registrano 31 pazienti in meno con 113 ingressi del giorno, per un totale di 2.043, mentre i ricoveri ordinari sono 189 in meno e scendono a 18.274. Sono questi i numeri del bollettino quotidiano del ministero della Salute. Infine è di 1.308.947 il totale delle persone a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose di vaccino.