Seul pronta ad agevolare il dialogo per il ripristino dell’accordo sul nucleare con l’Iran

Lo scorso 9 aprile le autorità Teheran ha dissequestrato la petroliera sudcoreana MT Hankuk Chemi e il suo capitano

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Il primo ministro della Corea del Sud, Chung Sye-kyun, ha dichiarato ieri, 11 aprile, che il suo paese è pronto a fornire sostegno “accessorio” all’Iran per rilanciare un “dialogo produttivo” con i partner internazionali di Seul, al fine di ripristinare l’accordo sul nucleare del 2015. Chung ha tenuto una conferenza stampa con il primo vicepresidente dell’Iran, Eshaq Jahangiri, a seguito di un colloquio a Tehran, durato circa 90 minuti.



Il primo ministro sudcoreano concluderà domani una visita ufficiale di tre giorni in Iran, per fare il punto delle relazioni bilaterali e tentare di placare le tensioni causate dalla richiesta del governo iraniano di sbloccare asset per 7 miliardi di dollari congelati presso banche sudcoreane a seguito dell’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare. Proprio in merito alla richiesta di scongelamento dei fondi, Chung ha dichiarato che Seul “intende rafforzare la cooperazione con i Paesi coinvolti, incluso l’Iran”, per giungere a una soluzione. Il governo della Corea del Sud ha già annunciato di voler giungere allo scongelamento dei fonti tramite una partecipazione diretta agli sforzi internazionali per il rilancio dell’accordo sul nucleare iraniano, che coinvolge anche Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.

Lo scorso 9 aprile le autorità dell’Iran hanno dissequestrato la petroliera sudcoreana MT Hankuk Chemi e il suo capitano. La petroliera battente bandiera sudcoreana, con un equipaggio di 20 marinai – cinque dei quali sudcoreani – era stata intercettata e bloccata dal corpo dei Guardiani della rivoluzione iraniana (Pasdaran) nelle acque del Golfo Persico con l’accusa di “inquinamento ambientale”. Secondo il ministero, la nave ha lasciato le coste iraniane attorno alle 6 di questa mattina (ora iraniana) con un equipaggio di 12 persone. Il mese scorso Tehran aveva rilasciato l’equipaggio della nave sulla base di motivazioni umanitarie, ma gran parte dei marinai erano rimasti a bordo per provvedere alla manutenzione dell’imbarcazione. Nei mesi scorsi, il sequestro della petroliera è stato collegato all’incapacità di Seul di sbloccare 7 miliardi di dollari di asset iraniani congelati in banche sudcoreane per effetto delle sanzioni degli Stati Uniti a Tehran.



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