Sì della Commissione europea al Pnrr, Draghi: “E’ l’alba della ripresa dell’economia italiana”

Via libera al piano di ripresa e resilienza dell'Italia da 191,5 miliardi di euro

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Sì della Commissione europea al Piano di ripresa e resilienza dell’Italia. La Commissione europea ha annunciato di aver adottato oggi una valutazione positiva del piano di ripresa e resilienza dell’Italia. Si tratta di “un passo importante” verso l’erogazione da parte dell’Unione europea di 68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e di 122,6 miliardi di euro in prestiti nell’ambito del meccanismo di recupero e resilienza (Rrrf). Oggi a Cinecittà si celebra, oltre all’approvazione del Piano di ripresa e resilienza (Pnrr), l’alba della ripresa dell’economia italiana. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle dichiarazioni rilasciate al fianco della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Cinecittà. “Il luogo scelto per questa cerimonia è molto simbolico”, ha ricordato il presidente, auspicando che la ripresa economica “abbia al centro l’inclusione sociale e la sostenibilità”.

Il sì della Commissione europea al piano di ripresa e resilienza segna l’inizio del percorso, non la conclusione. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa insieme al premier Mario Draghi. “Oggi è l’inizio della attuazione che richiederà un duro lavoro. Io sarò al tuo fianco, la Commissione sarà al vostro fianco, in ogni passo di questa ambiziosa strada verso il futuro”, ha detto rivolta a Draghi. “La Commissione sarà vigile e assicurerà che il pieno potenziale di Next Generation Eu arrivi. Il tuo successo è il nostro, il successo italiano è il successo europeo. Perché un’Italia forte rende l’Europa più forte”, ha aggiunto. Per la Commissione, questo finanziamento sosterrà l’attuazione degli investimenti cruciali e delle misure di riforma delineate nel piano di ripresa e resilienza dell’Italia. Svolgerà un ruolo chiave nel consentire all’Italia di uscire più forte dalla pandemia di Covid-19. Il livello di investimenti senza precedenti del Next Generation Eu, insieme a riforme cruciali, aiuterà a ricostruire l’economia italiana e a prepararla per il futuro. Ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Oggi la Commissione europea ha deciso di dare il via libera al piano di ripresa e resilienza dell’Italia da 191,5 miliardi di euro. Questo livello di investimenti senza precedenti, insieme a riforme cruciali, aiuterà a ricostruire l’economia italiana e a prepararla per il futuro”, ha dichiarato. “Sono orgogliosa che Next Generation Eu aiuterà il popolo italiano a guardare al futuro con fiducia e ambizione. Ora è il momento di agire”, ha proseguito. “Saremo al vostro fianco in ogni fase del processo per garantire che il piano sia un successo italiano ed europeo”, ha concluso.

Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza l’Italia investe 300 milioni di euro nel settore cinematografico e audiovisivo. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nelle dichiarazioni rilasciate al fianco della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Cinecittà. “Il settore cinematografico e audiovisivo è stato molto colpito durante la pandemia”, ha ricordato Draghi, secondo cui questo ramo rappresenta un’eccellenza italiana. “C’è un vasto mercato mondiale in cui l’Europa si può inserire”, ha aggiunto il premier, secondo cui i fondi previsti per il settore verranno investiti “in nuovi studi, teatri e nella valorizzazione del patrimonio documentale di Cinecittà” ma anche “per formare nuovi giovani che lavoreranno nel settore audiovisivo”.

La Commissione ha valutato il piano di ripresa e resilienza dell’Italia in base ai criteri stabiliti nel regolamento Rrf. L’analisi della Commissione ha considerato, in particolare, se gli investimenti e le riforme previste dal piano italiano sostengano le transizioni green e digitale; contribuiscano efficacemente ad affrontare le sfide individuate nel semestre europeo; e rafforzino il potenziale di crescita, la creazione di posti di lavoro e la resilienza economica e sociale. Per quanto riguarda la transizione verde, la valutazione della Commissione rileva che il piano dell’Italia destina il 37 per cento della spesa totale a misure a sostegno degli obiettivi climatici. Il piano prevede investimenti per finanziare un programma di ristrutturazione su larga scala per aumentare l’efficienza energetica degli edifici. Prevede inoltre misure per promuovere l’uso di fonti energetiche rinnovabili, tra cui l’idrogeno. Il piano pone un accento particolare sulla riduzione delle emissioni di gas serra dei trasporti, con investimenti nella mobilità urbana sostenibile e nelle infrastrutture ferroviarie.

Per quanto riguarda la transizione digitale, la valutazione della Commissione rileva che il piano dell’Italia destina il 25 per cento della sua dotazione totale a misure a sostegno della transizione digitale. Tra le misure, ci sono investimenti a sostegno della digitalizzazione delle imprese e dell’espansione delle reti a banda ultralarga e della connettività 5G. Gli investimenti sono inoltre mirati alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, con interventi previsti per la Pubblica Amministrazione in generale, la sanità, la giustizia e l’istruzione. In merito alle raccomandazioni per Paese dell’esecutivo europeo, la Commissione ritiene che il piano dell’Italia includa un’ampia serie di riforme e investimenti che si rafforzano a vicenda e che contribuiscono ad affrontare efficacemente tutte o una parte significativa delle sfide economiche e sociali delineate nelle raccomandazioni specifiche per Paese rivolte all’Italia dal Consiglio nel semestre europeo in 2019 e 2020. Il piano comprende misure per contribuire alla sostenibilità delle finanze pubbliche, aumentare la resilienza del settore sanitario, migliorare l’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro e migliorare i risultati dell’istruzione. Il piano dovrebbe inoltre stimolare gli investimenti al fine di ridurre le disparità regionali, aumentare l’efficienza della pubblica amministrazione e l’efficienza del sistema giudiziario, migliorare il contesto imprenditoriale e rimuovere le barriere alla concorrenza.

Secondo l’esecutivo europeo, il piano rappresenta una risposta complessiva e adeguatamente equilibrata alla situazione economica e sociale italiana, contribuendo in modo adeguato a tutti e sei i pilastri di cui al Regolamento Rrf. Il piano italiano propone progetti in sei aree faro europee. Si tratta di progetti di investimento specifici, che affrontano questioni comuni a tutti gli Stati membri in settori che creano posti di lavoro e crescita e sono necessari per la doppia transizione. Ad esempio, l’Italia ha proposto di stanziare 12,1 miliardi di euro per l’efficienza energetica negli edifici residenziali, 32,1 miliardi di euro per la mobilità sostenibile e 13,4 euro per sostenere la digitalizzazione delle imprese. La valutazione rileva inoltre che nessuna delle misure incluse nel piano danneggia in modo significativo l’ambiente, in linea con i requisiti previsti dal regolamento Rrf e i sistemi di controllo posti in essere dall’Italia sono ritenuti adeguati a tutelare gli interessi finanziari dell’Unione. Il piano fornisce dettagli sufficienti su come le autorità nazionali preverranno, individueranno e correggeranno i casi di conflitto di interessi, corruzione e frode relativi all’uso dei fondi.

Quindi, la Commissione ha adottato oggi la proposta di decisione per fornire all’Italia 68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro in prestiti nell’ambito del Rrf. Ora il file passa al Consiglio che avrà ora, di norma, quattro settimane per adottare la proposta della Commissione. L’approvazione del piano da parte del Consiglio consentirebbe di erogare all’Italia 24,9 miliardi di euro in prefinanziamento. Ciò rappresenta il 13 per cento del totale stanziato per l’Italia. La Commissione autorizzerà ulteriori esborsi sulla base del soddisfacente raggiungimento delle tappe fondamentali e degli obiettivi delineati nel piano di ripresa e resilienza, che rispecchiano i progressi nell’attuazione degli investimenti e delle riforme.

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