Si dimette il cda di Aria. Gubian: “Disguidi dovuti alla complessità della partita”

Gubian non ci è stato a far passare Aria come unica responsabile dei problemi che ci sono stati

lombardia

Come richiesto dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, i membri del consiglio di amministrazione di Aria spa si sono dimessi”. Lo ha annunciato il vice presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale della Lombardia, Marco Colombo, in apertura dell’audizione dell’amministratore unico dell’agenzia, Lorenzo Gubian. Rispondendo alla consigliera Viviana Beccalossi del gruppo misto, che ha chiesto chiarimenti su chi sarà il nuovo direttore generale di Aria, Gubian ha precisato che “per il momento ricopro entrambi gli incarichi (direttore generale e amministratore unico, ndr). Io sarò amministratore unico fino all’approvazione del bilancio consuntivo del 2020, ma so che le due figure possono coincidere”. Durante l’audizione Gubian non ci è stato a far passare Aria come unica responsabile dei problemi che ci sono stati e i consiglieri regionali che si aspettavano la parola “scusa” sono rimasti delusi. “I disguidi che si sono avuti sono stati legati alla complessità della partita, non c’erano dettagli costruiti nel tempo, nessuno ha creato a priori i 200 centri vaccinali e anche nella configurazione delle agende: all’inizio erano raccolte centralmente. Si è dovuto trascrivere quelle che venivano mandate da Ats e Asst. In alcuni casi anche le Ats hanno mandato dati sbagliati”.



Poi Gubian, che durante l’audizione ha sempre tenuto a sottolineare la collegialità delle decisioni prese, alla fine, ha chiarito che la sintesi finale aveva una firma ben precisa, che non era quella dei tecnici di Aria: “Nell’Unità di crisi le decisioni vengono prese insieme, a tirare le fila c’è il dottor Bertolaso, ma c’è anche la dg welfare”, ha sottolineato Gubian: “Nell’Unità di crisi si discute, si fa sintesi e si prendono delle decisioni, c’è il dottor Bertolaso, ma c’è anche la dg welfare, non siamo lasciati senza il collegamento con la dg welfare”, ha chiarito Gubian, evidenziando che “la sintesi avviene sulla base di consultazioni, ma la sintesi viene riportata poi sempre dalla dg welfare, tutte le comunicazioni che partono o circolari di vario tipo riportano poi la firma della dg welfare”. Gubian ha poi precisato che “a oggi sono state gestite oltre 1,3 milioni di vaccinazioni, facendo una proporzione tra Lombardia e altre Regioni non siamo molto distanti, e siamo in crescita anche come capacità di fuoco giornaliera”.

L’utilizzo del sistema delle Poste, poi, non è stata una scelta dell’ultimo momento, secondo le parole dell’amministratore Unico di Aria: “Nella prima fase, fine gennaio, si erano valutate diverse alternative, sia l’utilizzo di poste italiane sia di poter andare su soluzioni diverse. Ma a poste mancava la possibilità di gestione del magazzino, l’anamnesi della struttura e la possibilità di gestire le vaccinazioni attraverso inviti. Avendo ricevuto la risposta che per il giorno della partenza della campagna vaccinale poste italiane non avrebbe potuto garantire questi tre servizi, in Unità di crisi sono stati valutati tutti i rischi e si è deciso di partire con il sistema di Aria. Faccio notare che anche Poste Italiane, quando sono partiti in altre regioni, hanno accettato di configurare le agende sanitarie utilizzando il meccanismo delle mail e dei fogli excel come abbiamo fatto noi. Questo sistema è stato utilizzato per consentire una partenza della campagna vaccinale più rapida rispetto a quelli che si sarebbero potuti garantire dovendo formare gli operatori”.



“Abbiamo tolto un pezzo di velo rispetto a quel che è accaduto davvero, ci sarà da lavorarci ancora nella speranza che adesso si sistemino delle cose che evidentemente non hanno funzionato”, ha detto il capogruppo del Partito democratico in Regione Lombardia, Fabio Pizzul, al termine della Commissione .“È stato detto tra le righe che, per partire a tutti i costi a febbraio, sono stati accettati enormi rischi che i tecnici sono riusciti a gestire fino a un certo punto e sapevano che sarebbe andata così” ha proseguito l’esponente Dem secondo il quale “abbiamo evidentemente ascoltato l’amministratore unico di una società che è sotto pressione, fatta oggetto di forzature evidenti da parte dell’amministrazione regionale e che sta tentando di tenere insieme le cose”.

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