Siria: le autorità curde consegnano ai Paesi Bassi cinque minori di famiglie jihadiste

Dopo la consegna, i cinque minori saranno rimpatriati ad Amsterdam

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Le autorità dell’Amministrazione autonoma curdo-siriana, che governa de facto diverse aree del nord-est della Siria, consegneranno oggi a rappresentanti del governo dei Paesi Bassi cinque minori olandesi, figli di esponenti dello Stato islamico (Is) uccisi in battaglia più di due anni fa. Lo ha annunciato una fonte del quotidiano panarabo “Al Arabi al Jadid”. Dopo la consegna, i cinque minori saranno rimpatriati ad Amsterdam. Secondo la stampa olandese, le autorità dei Paesi Bassi non hanno smentito la notizia ma non hanno rilasciato commenti. “Non possiamo dire nulla al riguardo”, ha detto un portavoce del ministero della Giustizia e della Sicurezza, citato dal quotidiano “De Telegraaf”.



Non è la prima volta che cittadini olandesi legati allo Stato islamico vengono rimpatriati nei Paesi Bassi: due bambini, figli di famiglie jihadiste, erano già stati consegnati alle autorità del Paese nordeuropeo nel 2019. Attualmente, nelle carceri gestite dall’Amministrazione autonoma si trovano più di 6.000 combattenti dell’Is: di questi, circa 1.000 provengono da 50 Paesi europei e asiatici. Nei campi profughi gestiti dall’amministrazione si trovano invece più di 30 mila parenti di famiglie jihadiste, tra donne e bambini, 12 mila dei quali di nazionalità non siriana. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalle organizzazioni locali, nel solo campo profughi di Al Hol, nel nord-est della Siria, si trovano 24 mila bambini di diverse nazionalità. Secondo un recente rapporto dell’Unicef, in tutto il nord-est della Siria si trovano – tra carceri e campi rifugiati – circa 22 mila bambini di 60 nazionalità.

 



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