Somalia-Qatar: Farmajo a Doha durante le elezioni, incontro con l’emiro Al Thani

Al centro del dialogo avuto con Al Thani ci sono stati temi di cooperazione

Farmajo - Somalia

Il presidente uscente della Somalia Mohamed Abdullahi “Farmajo” è oggi in Qatar, dove ha incontrato l’emiro Tamim bin Hamad al Thani e sarà ricevuto da altri alti funzionari del governo. Lo riferisce il quotidiano somalo “Garowe online”, precisando che Farmajo è atterrato ieri sera a Doha, dove si fermerà in visita ufficiale per due giorni. Al centro del dialogo avuto con Al Thani ci sono stati secondo il quotidiano temi di cooperazione: il presidente somalo ha ringraziato il Qatar per la realizzazione di importanti progetti stradali a Mogadiscio, Afgoye, Balad e Jowhar, interventi che sono stati finanziati dalle autorità qatariote fino a 200 milioni di dollari. Secondo le informazioni di Villa Somalia, la presidenza somala, Farmajo ha inoltre discusso di come rafforzare la cooperazione con Doha e promuovere un’efficace cooperazione fra le parti. Da parte sua, l’emiro del Qatar ha elogiato il governo di Mogadiscio per la sua stretta collaborazione, oltre che – riferisce ancora la presidenza somala – per “la ripresa” che il Paese ha realizzato negli ultimi anni. Nel suo viaggio Farmajo è accompagnato da una delegazione ministeriale, di cui fanno parte il ministro degli Esteri Abdisaid Muse Ali ed il ministro della Gioventù e dello Sport Hamza Said Hamza, oltre che dall’ambasciatore somalo in Qatar, Abdirizaq Farah Ali Taano.



Il viaggio di Farmajo in Qatar, suo sostenitore alle elezioni presidenziali del 2017, interviene in giorni sensibili per le elezioni della Camera bassa in corso nel Paese. Le opposizioni chiedono infatti con insistenza le dimissioni dei vertici della squadra federale (Fiet) preposta alla gestione del voto, che accusano di ripetuti brogli. Sotto accusa in particolare il presidente della commissione, Mohamed Hassan Irro, criticato per la sua presunta parzialità. Ad accendere l’ennesima miccia dello scontento è stata nelle ultime ore l’elezione alla Camera bassa del direttore ad interim dell’Agenzia nazionale di intelligence e sicurezza della Somalia (Nisa), Yasin Abdullahi Mohamud, che a Dusa Mareb, nella regione del Galmudug, ha ottenuto 91 voti contro i 68 del suo sfidante Mohamed Ali Ulusow. Figura vicina al presidente Farmajo, la nomina di Mohamud (noto anche come Farey) è stata contestata in relazione all’ultimo scontro di potere con il primo ministro Mohamed Hussein Roble: nel corso dell’accordo stretto fra i due – dopo mesi di ripetuti scontri verbali e affermazioni di potere – Farmajo ha infatti ottenuto la conferma di Farey come direttore ad interim della Nisa, da lui nominato in quel ruolo per contrastare la precedente scelta di Roble. “Yasin Abdullahi Mohamud alias Farey rimarrà direttore facente funzione della Nisa fino a quando non verrà nominata ufficialmente un’altra persona”, aveva precisato il portavoce del governo, Mohamed Ibrahim Moalimu. Il braccio di ferro Roble-Farmajo prosegue da tempo anche in relazione al caso dell’omicidio dell’agente della Nisa Ikran Tahlil, di cui è sospettato lo storico capo della Nisa, Fahad Yasin, considerato un alleato chiave di Farmajo e vicino alle autorità del Qatar, licenziato da Roble nel tentativo di riallacciare un dialogo con le opposizioni, che lo ritengono un elemento pericoloso e che chiedevano gesti concreti per garantire un processo elettorale trasparente. Dopo essersi opposto alla rimozione di Yasin, definendola illegale, Farmajo aveva successivamente annunciato in prima persona le dimissioni del capo della Nisa, e la sua nomina – da parte della presidenza – a consigliere della sicurezza nazionale.

Il voto per l’elezione dei 275 deputati della camera bassa è l’ultimo tassello necessario a comporre l’Assemblea che, insieme ai senatori, procederà ad eleggere il presidente della Repubblica. In base all’accordo elettorale del 27 maggio, infatti, i comitati elettorali formati da 101 delegati sono chiamati in queste ore ad eleggere un deputato ciascuno, il che significa che 27.775 delegati eleggeranno un totale di 275 deputati. I parlamenti degli Stati membri federali stanno invece eleggendo, a loro volta, i 64 senatori che, insieme ai 275 parlamentari, eleggeranno un nuovo presidente del parlamento nel corso di una sessione congiunta. La Somalia avrebbe dovuto tenere le elezioni generali tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, tuttavia il governo federale e gli Stati regionali sono stati a lungo in disaccordo sul processo elettorale dopo una serie di colloqui falliti a Dusa Mareb e a Mogadiscio. La crisi ha conosciuto il suo momento più alto alla fine di aprile quando, in seguito all’ennesima fumata nera nei colloqui, il presidente Mohammed Abdullahi “Farmajo” ha deciso di forzare la mano facendo votare alla Camera bassa del parlamento – da lui controllata – una mozione che prevedeva la proroga di due anni del suo mandato, così come quello del parlamento. La prova di forza ha sollevato la durissima condanna delle opposizioni e degli Stati regionali schierati contro Farmajo.



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