Lavoro agile, raggiunto accordo governo-parti sociali. Orlando: “Definiti i punti saldi”

Al ministero del Lavoro è stato raggiunto l'accordo con le parti sociali sul Protocollo nazionale con le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva sul lavoro agile nel settore privato

andrea orlando

Al ministero del Lavoro è stato raggiunto l’accordo con le parti sociali sul Protocollo nazionale con le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva sul lavoro agile nel settore privato, proposto dal ministro Orlando.  I soggetti che hanno sottoscritto il protocollo con il ministero del Lavoro sono: Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Cisal, Usb, Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Alleanza cooperative, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, Abi, Ania, Confprofessioni, Confservizi, Federdistribuzione, Confimi, Confetra. Abi – riferisce il ministero del Lavoro – ha manifestato apprezzamento e condivisione e potrà sottoscrivere a seguito della delibera del Comitato esecutivo in programma nei prossimi giorni.



Il lavoratore in modalità agile “è tenuto a trattare i dati personali cui accede per fini professionali in conformità alle istruzioni fornite dal datore di lavoro. Il lavoratore è tenuto, altresì, alla riservatezza sui dati e sulle informazioni aziendali in proprio possesso e/o disponibili sul sistema informativo aziendale. Il datore di lavoro adotta tutte le misure tecnico-organizzative adeguate a garantire la protezione dei dati personali dei lavoratori in modalità agile e dei dati trattati da questi ultimi”. Lo stabilisce il Protocollo nazionale con le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva sul lavoro agile nel settore privato firmato dal ministero del Lavoro e dalle parti sociali. “Resta ferma la normativa vigente sul trattamento dei dati personali e, in particolare, il Regolamento UE n. 679/2016 (Gdpr). Il datore di lavoro informa il lavoratore agile in merito ai trattamenti dei dati personali che lo riguardano, anche nel rispetto di quanto disposto dall’art. 4 Stat. Lav. e s.m.i. Il datore di lavoro fornisce al lavoratore agile le istruzioni e l’indicazione delle misure di sicurezza che lo stesso deve osservare per garantire la protezione, segretezza e riservatezza delle informazioni che egli tratta per fini professionali. Spetta al datore di lavoro/titolare del trattamento l’aggiornamento del registro del trattamento dei dati connessi alle attività svolte anche in modalità di lavoro agile. Al fine di verificare che gli strumenti utilizzati per il lavoro in modalità agile siano conformi ai principi di privacy by design e by default, è sempre raccomandata l’esecuzione di valutazione d’impatto (DPIA) dei trattamenti“, si legge. Inoltre “le Parti sociali convengono sulla necessità di adottare un codice deontologico e di buona condotta per il trattamento di dati personali dei lavoratori in modalità agile da sottoporre al previsto giudizio di conformità da parte dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali”.

“Ai lavoratori agili si applica la disciplina di cui agli artt. 18, 22 e 23, l. n. 81/2017. Inoltre, si applicano gli obblighi di salute e sicurezza sul lavoro di cui al d.lgs. n. 81/2008 e s.m.i. alle prestazioni rese all’esterno dei locali aziendali, ossia quelli relativi agli obblighi comportamentali, anche in merito alle dotazioni tecnologiche informatiche, laddove fornite dal datore di lavoro ai sensi del precedente art. 5, per i quali è prevista la consegna dell’informativa scritta di cui al comma 2 del presente articolo”. E’ quanto stabilisce il Protocollo Nazionale. “Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e fornisce tempestivamente a tale lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza aziendale o territoriale, in occasione delle modifiche delle modalità inerenti allo svolgimento del lavoro agile rilevanti ai fini di salute e sicurezza e, comunque, con cadenza almeno annuale, l’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro. Rimane fermo l’obbligo per i lavoratori di cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione di lavoro agile”.



Il lavoro agile “è cresciuto molto durante la pandemia, ma al di là dell’emergenza sarà una modalità che caratterizzerà il lavoro in futuro, anche nella normalità che speriamo di riconquistare il più presto possibile”. Lo ha affermato il ministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Andrea Orlando, dopo la firma del protocollo sul lavoro agile. “Per questo – ha spiegato – abbiamo voluto siglare un accordo che disciplinasse i nuovi problemi che questa modalità organizzativa del lavoro pone, con tutte le parti sociali. Oggi è arrivata la firma”. Il protocollo “che indirizzerà la contrattazione collettiva definisce alcuni punti saldi: il diritto alla disconnessione, quindi al riposo dei lavoratori, il diritto a vedere garantiti alcuni trattamenti che vengono assicurati con il lavoro ordinario, il diritto alla sicurezza, le modalità con cui garantire la sicurezza dei dati che vengono utilizzati”.

“Tutti elementi di grandi rilevanza – ha osservato Orlando – che sono stati disciplinati attraverso il metodo del dialogo sociale, cioè attraverso la convergenza di posizioni diverse che sono arrivate a definire un quadro che potrà essere alla base, eventualmente, anche per interventi normativi, e sicuramente il punto di partenza per la contrattazione. Credo che sia un fatto positivo, perché dà una risposta a domande che si sono posti in questi mesi, ma credo anche che sia un metodo da proseguire e riutilizzare, perché di fronte alle sfide importanti che abbiamo di fronte è davvero importante creare il massimo della coesione, dell’unità, della convergenza degli interessi in vista di un punto di equilibrio che corrisponde all’interesse di carattere generale. Questo lavoro è andato nella giusta direzione – ha concluso – e io credo che sia la direzione che dobbiamo continuare a seguire”.

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