Spagna, Ciudadanos si disfa: 100 eletti passano al Partito popolare

Il partito spagnolo di ispirazione liberale in piena crisi politica e di identità

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Negli ultimi mesi Ciudadanos (Cs), partito spagnolo di ispirazione liberale in piena crisi politica e di identità, ha perso 42 dirigenti ai vari livelli amministrativi tra coloro che hanno deciso di lasciare la formazione politica o sono stati espulsi dalla direzione. Secondo il quotidiano “El Pais” ci sarebbero almeno cento altri esponenti in tutta la Spagna pronti a seguire lo stesso cammino dopo alcuni clamorosi cambi di casacca dalle file del partito di Ines Arrimadas al Pp. Tra questi: l’ex leader di Cs nella Comunità Valenciana, Toni Cantó, la deputata catalana Lorena Roldán e l’ex segretario di Organizzazione Fran Hervías. In particolare Fran Hervías sta già lavorando a stretto contatto con il segretario generale del Pp, Teodoro García Egea, con un proprio ufficio al quinto piano della sede dei popolari in via Genova, per organizzare nei dettagli questa operazione. Fonti vicine ai vertici di Cs consultate da “El Pais” hanno affermato di non contemplare uno scioglimento del partito, descrivendo le uscite come una questione più “quantitativa che qualitativa”, sottolineando che molti di coloro che potrebbero lasciare il partito “avevano già la carriera politica finita”.



La crisi politica di Ciudadanos che si trascina ormai dalle elezioni nazionali del novembre 2019 con la perdita dell’80 per cento dei seggi (da 57 a 10 deputati) ha subito una brusca accelerazione nell’ultimo mese. Il fallimento della mozione di sfiducia presentata il 10 marzo scorso da Cs ed il Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) contro il presidente della regione di Murcia del Pp, Fernando Lopez Miras, con il quale Cs era alleato di governo ha generato un effetto domino. I popolari hanno scongiurato la mozione giungendo ad un accordo con tre consiglieri regionali di Cs (Isabel Franco, Valle Miguélez e Franciso Alvarez) che sono poi entrati in giunta con varie deleghe assessorili. Poche ore dopo la presidente del Pp della comunità di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, ha sciolto la giunta regionale ed indetto nuove elezioni per il timore che Cs, alleato fondamentale della sua giunta, potesse seguire la stessa strategia contro di lei.

Nei giorni successivi, al Congresso dei deputati, il deputato di Cs Pablo Cambronero, ha deciso di lasciare il partito e di entrare nel gruppo misto mantenendo l’incarico di deputato, mentre Marta Martín, ha rinunciato al suo seggio e sarà sostituita da Juan Ignacio Lopez Bas. Il partito di Ines Arrimadas conta ora su 9 dei 10 deputati di cui disponeva ad inizio legislatura. L’emorragia è stata ancora più intensa al Senato dove Ciudadanos ha perso il diritto ad avere un gruppo parlamentare dopo l’addio di Ruth Goni, Emilio Argueso e Fran Hervías (quest’ultimo passato nel Pp). Tutti i senatori di Cs sono passati, pertanto, al gruppo Misto. L’appuntamento elettorale delle regionali di Madrid del 4 maggio prossimo sarà cruciale per il futuro del partito di Ines Arrimadas. Se riuscirà a superare la barriera del 5 per cento avrà diritto ad una rappresentanza nell’Assemblea locale con la possibilità di diventare l’ago della bilancia per la formazione di un nuovo governo. In caso contrario, secondo diversi commentatori politici spagnoli, Cs inizierà il suo declino definitivo in una delle comunità politicamente più importante del Paese che potrebbe accelerare, inevitabilmente, il processo di disgregazione visto negli ultimi mesi.



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