Spagna: l’aumento dell’inflazione potrebbe costare 28 miliardi ai risparmiatori

La pandemia del coronavirus ha indotto molte famiglie alla prudenza aumentando i loro risparmi a livelli record

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L’aumento del 3,3 per cento in Spagna dell’Indice dei prezzi al consumo (Ipc) nel mese di agosto rischia di minacciare l’incipiente ripresa economica del Paese, se si dovesse confermare su questi livelli “divorando” circa 12 miliardi di euro previsti nella prossima legge di bilancio. Come riferisce il quotidiano “Cinco Dias”, questo comporterebbe un costo extra per le pensioni e gli stipendi pubblici, riducendo di più di un punto e mezzo il potere d’acquisto dei dipendenti e il valore dei depositi delle famiglie per 28 miliardi di euro.



La pandemia del coronavirus ha indotto molte famiglie alla prudenza aumentando i loro risparmi a livelli record nell’ultimo anno. In totale, le famiglie detengono circa 942 miliardi di euro in valore nominale in depositi bancari, secondo gli ultimi dati della Banca di Spagna.

Il costo crescente del paniere della spesa, tuttavia, significa che il valore reale di questi fondi sta diminuendo. Con un’inflazione intorno al 3 per cento, un tale volume di risparmi riduce il loro potere d’acquisto di circa 28 miliardi. Allo stesso tempo, gli ultimi dati sugli aumenti salariali concordati dal contratto collettivo quest’anno, 1,5 per cento in media ad agosto, indicano che i 5,3 milioni di lavoratori interessati perderebbero 1,76 punti di potere d’acquisto rispetto all’Ipc.



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