Spagna: le imprese di costruzione puntano a metà dei 70 miliardi di fondi Ue

Allo stesso tempo sono sotto indagine per aver creato diversi cartelli per truccare varie gare d'appalto per Adif o per il ministero dei Trasporti di Madrid

Le principali aziende di costruzione spagnole (Acs, Acciona, Sacyr, Ferrovial, Ohla, Fcc) aspirano a ottenere quasi la metà (33,3 miliardi di euro) dei fondi europei del Next Generation Eu (72 miliardi di euro a fondo perduto) ma allo stesso tempo sono sotto indagine per aver creato diversi cartelli per truccare varie gare d’appalto per Adif (che gestisce le infrastrutture ferroviarie) o per il ministero dei Trasporti di Madrid. Come scrive il quotidiano “Publico” si tratta di profonde “cicatrici” sulla loro reputazione e le sanzioni ammontano finora a 180 milioni di euro anche se sarà necessario diverso tempo affinchè le multe diventino definitive. La Commissione nazionale del mercato e della concorrenza (Cnmc) spagnolo ha denunciato una dozzina di filiali riconducibili alle grandi imprese edili iberiche alla Commissione consultiva dei contratti pubblici, dipendente dal ministero delle Finanze, affinché questo organismo escluda queste aziende dai contratti con le amministrazioni pubbliche. In attesa che si risolvano questi spinosi nodi giudiziari, il mercato dell’edilizia continua a funzionare normalmente e sono in corso nuove aggiudicazioni. Secondo le informazioni che questi stessi gruppi hanno diffuso negli ultimi mesi, Acs ha proposto progetti legati ai fondi europei per 4 miliardi di euro attraverso Dragados e altri 25 per 4,5 miliardi di euro attraverso altre aziende del gruppo, Acciona (7 miliardi di euro) in particolare nel settore energetico, Ohla (6,8 miliardi di euro) nella riabilitazione degli alloggi. Ferrovial, invece, guida 37 progetti ed è partner in altri 24 per 5 miliardi di euro, mentre Sacyr e Fcc si candidano ciascuna per altri 3 miliardi di euro.

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