Stato dell’Unione, von der Leyen: “Possiamo essere fieri”

"Senza dubbio l'anno prossimo rappresenterà un altro test" ha detto la presidente

von der leyen

Nell’Unione europea c’è una forte anima in tutto che fa. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo stato dell’Unione europea. “Sono molte le persone che hanno la sensazioni che le loro vite siano rimaste in sospeso mentre il mondo procedeva più rapidamente”, ha detto.



“Questo è stato un periodo dell’anima”, dove “le persone stanno rivalutando la propria vita”. Ma “se guardo a questo anno passato e allo stato dell’Ue oggi vedo una forte anima in tutto quello che facciamo”, ha aggiunto. “Nella principale crisi mondiale degli ultimi secoli ci siamo uniti”, per “l’accesso ai vaccini”, “nella crisi economica più profonda degli ultimi decenni abbiamo deciso di procedere insieme con Next Generation Eu” e “nella più grave crisi planetaria di tutti i tempi abbiamo scelto di procedere insieme con il Green deal europeo. L’abbiamo fatto insieme”, ha ricordato. “Di questo possiamo essere fieri”, ha sottolineato. “Senza dubbio l’anno prossimo rappresenterà un altro test del nostro carattere, ma sono certa che quando si viene messi alla prova, l’anima e lo spirito si mettono in evidenza. E se guardo a tutta l’Ue, sono certa che l’Europa supererà questo esame”, ha continuato.

Nella lotta al Covid bisogna accelerare nella vaccinazione su scala globale, continuare gli sforzi nell’Unione europea e prepararsi alle future minacce sanitarie, ha detto ancora la presidente della Commissione Ue. Von der Leyen ha ricordato che un anno fa non si sapeva “se e quando” sarebbe arrivato un vaccino. “Oggi, nonostante tutte le critiche, l’Ue è leader mondiale”, con “il 72 per cento della popolazione adulta che è totalmente vaccinato”, “siamo stati gli unici a condividere le nostre dosi con il resto del mondo: abbiamo fornito 700 milioni di dosi agli europei e abbiamo fornito oltre 700 milioni di dosi al resto del mondo, in 130 Paesi”, ha spiegato. “Siamo l’unica regione del mondo ad aver fatto questo”, ha sottolineato. La pandemia è una maratona, non uno sprint. Abbiamo agito per l’Europa e dato risultati anche al resto del mondo. L’abbiamo fatto all’europea e ha funzionato”, ha proseguito.



Per la presidente della Commissione europea la priorità è accelerare la vaccinazione su scala globale. “Team Europe sta investendo un miliardo di euro per accelerare la capacità produttiva di mRna in Africa. Ci siamo impegnati a condividere 250 milioni di dosi. Posso annunciare che la Commissione aggiungerà una nuova donazione di altri 200 milioni di dosi entro la metà dell’anno prossimo. E’ un investimento nella solidarietà e nella salute globale”, ha proseguito. Le altre due priorità nella lotta al Covid sono “continuare il nostro sforzo qui in Europa” perché “ci sono preoccupanti divergenze” nei tassi delle vaccinazioni tra i Paesi, e “rafforzare la nostra preparazione alle pandemie”. Per quanto riguarda la seconda priorità, bisogna far sì che “non diventi una pandemia di non vaccinati”, mentre nella terza priorità la presidente ha ricordato l’istituzione dell’agenzia di risposta rapida, Hera.

Sotto la presidenza di turno della Francia si terrà un vertice sulla difesa europea, “perché è tempo che l’Unione europea passi al livello successivo” ha annunciato. “Possiamo fare molto a livello europeo e anche gli Stati membri devono fare di più. Questo comincia da una valutazione comune delle minacce e da un approccio comune alla loro gestione. La Bussola strategica è una chiave essenziale in questo contesto e dobbiamo decidere come vogliamo utilizzare tutte le possibilità che già sono previste dal Trattato”, ha detto. “Per questo, sotto la presidenza francese, il presidente Emmanuel Macron e io organizzeremo un vertice sulla difesa europea. E’ giunta l’ora che l’Europa passi al livello successivo”, ha sottolineato.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram