Sudan: accordo per il reinsediamento del primo ministro deposto Hamdok

Lo ha annunciato alla stampa Fadlallah Burma Nasir, leader ad interim del partito Umma

Abdalla Hamdok - Sudan

In Sudan è stato raggiunto un accordo per reinsediare il primo ministro deposto Abdalla Hamdok e liberare i civili arrestati dopo il colpo di stato militare del mese scorso. Lo ha annunciato alla stampa Fadlallah Burma Nasir, leader ad interim del partito Umma, che ha preso parte a un incontro di mediazione nella tarda serata di ieri. Del gruppo di mediatori, che ha confermato l’annuncio, fanno parte accademici, giornalisti e politici sudanesi. Secondo quanto riferito Hamdok formerà un governo indipendente di tecnici. Oggi il Sovrano consiglio si riunirà prima di annunciare ufficialmente la svolta. Si attende, infatti, la firma di un documento dopo l’intesa raggiunta tra fazioni politiche, gruppi di ex ribelli e militari. Oltre al reintegro di Hamdok come primo ministro e al rilascio dei detenuti, dovrebbe essere concordata la ripresa del processo costituzionale, legale e politico di transizione.



Probabilmente, però, le nomine dei ministri dovranno essere approvate dal Sovrano consiglio, controllato dal generale Abdel Fattah al Burhan, artefice del colpo di stato; non è chiaro, quindi, quanto margine di libertà avrà il capo del governo. Il 25 ottobre il generale Burhan ha dichiarato lo stato di emergenza, sciolto il governo di transizione e fatto arrestare la leadership civile, provocando manifestazioni di protesta e una diffusa condanna internazionale. Hamdok è stato posto agli arresti domiciliari. Burhan ha sostenuto che la sua iniziativa non fosse un golpe ma un passo per “rettificare la transizione”.

Il golpe ha messo fine a un’alleanza di transizione tra i gruppi militari e civili che avevano contribuito a rovesciare l’ex presidente Omar al Bashir nel 2019. Finora nelle manifestazioni sono morte almeno 40 persone. Mercoledì è stato il giorno peggiore, con 16 morti, sebbene la polizia abbia dichiarato di aver seguito il principio della “forza minima” e di aver usato solo proiettili di gomma. Anche per oggi era stata convocata una protesta di massa dagli attivisti anti-golpe, tra i quali ci sono diverse organizzazioni sindacali riunite sotto la sigla Associazione professionisti sudanesi (Spa), già attiva nel 2019 contro Bashir.



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