Sudan, il premier Hamdok sul tentato golpe: “Opera dei lealisti di Bashir”

Il primo ministro sudanese ha annunciato l'arresto di diversi membri delle forze armate

Abdalla Hamdok - Sudan

Il primo ministro sudanese Abdalla Hamdok ha descritto lo sventato golpe come un tentativo di far fallire la transizione del Paese verso un governo civile. In un discorso televisivo trasmesso poco fa dall’emittente di Stato “Snbc”, Hamdok ha accusato i lealisti dell’ex presidente Omar al Bashir – estromesso nell’aprile 2019 dai militari in seguito alle proteste che per settimane infiammarono il Paese – di essere dietro al tentato golpe, così come ai disordini scoppiati nei giorni scorsi a Port Sudan, nell’est del Paese, nell’ambito di un complotto per destabilizzare il Paese. “Quello che è successo è stato un tentato colpo di Stato orchestrato da membri all’interno e all’esterno delle forze armate, ed è un’estensione dei tentativi dei superstiti della caduta del defunto regime (di Bashir) di interrompere la transizione democratica civile”, ha denunciato Hamdok. “Il tentativo è stato preceduto da ampi preparativi, rappresentati negli episodi di illegalità nelle città, nei tentativi di bloccare le strade nazionali, nella chiusura dei porti, nell’interruzione della produzione di petrolio e nel continuo incitamento contro il governo civile. Il (tentato) golpe indica chiaramente la necessità di riformare le istituzioni di sicurezza e militari e richiede una revisione completa dell’esperienza di transizione in piena trasparenza e chiarezza, il raggiungimento di un partenariato basato sugli slogan e sui principi della rivoluzione e un percorso che porti a una transizione democratica civile”, ha proseguito il premier, annunciando l’arresto di diversi membri delle forze armate in relazione al tentativo di golpe.



In precedenza il ministro dell’Informazione e portavoce del governo, Hamza Balloul, aveva annunciato l’arresto dei principali ufficiali e militari coinvolti nel tentativo di colpo di Stato condotto oggi a Khartum contro il governo di transizione. Il portavoce ha riferito dell’arresto di 21 ufficiali e di alcuni militari per aver contribuito al tentativo di golpe. “Oggi, martedì 21 settembre, all’alba l’esercito ha represso un tentativo di colpo di stato da parte di un gruppo di ufficiali affiliati ai resti dell’ex regime”, si legge in una nota letta dal portavoce, nella quale si specifica che “la maggior parte dei partecipanti al golpe sventato sono stati arrestati, inclusi 21 ufficiali e alcuni sottufficiali e soldati”. Secondo le prime ricostruzioni, il tentativo di golpe è stato guidato dal generale Abdel Basset Bakraoui, uomo che – stando a quanto riportato dal quotidiano “Sudan Tribune” – nell’ultimo periodo avrebbe trascorso alcuni mesi al Cairo. Fonti citate dall’emittente araba “Al Hadath” sostengono invece che dietro il tentativo di colpo di Stato condotto in Sudan ci sarebbero membri della Fratellanza musulmana, l’alleanza che riunisce lealisti dell’ex presidente deposto Omar al Bashir. Fondata in Egitto nel 1928, la Fratellanza è una dei più antichi e influenti gruppi islamisti del Medio Oriente e conta oggi milioni di sostenitori: gruppi affiliati alla Fratellanza sono parte integrante del sistema politico in Paesi come Marocco, Libia, Qatar, Tunisia, Turchia e nello stesso Sudan.

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