Sudan: proteste contro il golpe in diverse città, manifestanti dispersi con gas lacrimogeni

Le manifestazioni si sono svolte a Khartum, Madani, Atbara e Nyala e Al Doyiam

sudan

Migliaia di persone sono scese in strada ieri, 7 novembre, in diverse città del Sudan per protestare contro il colpo di Stato militare dello scorso 25 ottobre. Le proteste, organizzate dall’Associazione professionale sudanese (Spa) – la piattaforma della società civile promotrice delle proteste che nel 2019 portarono alla caduta del presidente Omar al Bashir – si sono svolte a Khartum, Madani, Atbara e Nyala e Al Doyiam, nonostante i tagli alla rete Internet, e in molti quartieri i manifestanti hanno chiuso le strade erigendo barricate e bruciando pneumatici per auto.



La polizia, fa sapere il quotidiano “Sudan Tribune”, ha risposto facendo ricorso a gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti procedendo all’arresto di un numero imprecisato di dimostranti. Al momento non si hanno notizie di vittime o feriti, tuttavia dal giorno del golpe, il 25 ottobre, sono finora 14 i manifestanti uccisi e oltre 300 quelli rimasti feriti. La Spa prevede di intensificare le proteste e gli scioperi generali per costringere i militari a restituire il potere a un governo civile.

Nel frattempo ieri il comandante delle Forze di supporto rapido (Rsf) e numero due delle forze armate, Mohamed Hamdan Daglo alias Hemeti, ha pubblicato un video in un cui approva la mossa del generale Abdel Fattah al Burhan di prendere il potere sostenendo che si tratti di un modo “per correggere il corso della rivoluzione popolare e preservare la sicurezza e la stabilità del Paese” e ribadisce l’impegno dei militari a raggiungere la transizione democratica nel Paese, oltre a riconoscere ai cittadini sudanesi il diritto di protestare pacificamente. Al Burhan ha intanto ricevuto ieri una delegazione della Lega araba guidata dall’assistente segretario generale, Husam Zaki, a cui ha ribadito il pieno impegno dell’esercito per la trasformazione democratica e la sua determinazione a proteggere le conquiste della rivoluzione sudanese e la realizzazione delle aspirazioni del popolo del Sudan. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale “Suna”. Zaki, da parte sua, ha riaffermato il sostegno della Lega araba alla transizione democratica in Sudan, sottolineando l’importanza del dialogo come unico mezzo per superare la crisi. Sempre ieri al Burhan ha emesso la decisione di sollevare dai loro incarichi alcuni direttori di banche del governo e nominarne altri funzionari come loro successori.



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