Sudan: scontri intercomunitari nel Darfur, almeno 43 morti e migliaia di sfollati

Gli scontri sono scoppiati la scorsa settimana tra pastori nomadi arabi e agricoltori della tribù misseriya jebel

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Almeno 43 persone sono morte e migliaia sono state sfollate negli scontri intercomunitari scoppiati nell’ultima settimana nella regione sudanese del Darfur. Lo denuncia l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) in una nota, secondo cui gli scontri sono scoppiati la scorsa settimana tra pastori nomadi arabi e agricoltori della tribù misseriya jebel nella comunità di Jebel Moon, nel Darfur occidentale, dove più di 40 villaggi sono stati dati alle fiamme e saccheggiati, con oltre 4.300 persone che sono state direttamente colpite e molte di loro sono fuggite dall’area. Inoltre, un numero imprecisato di persone risultano scomparse, compresi diversi bambini.



La causa che ha scatenato le violenze non è nota, tuttavia in questo periodo i pastori attraversano Jebel Moon con il loro bestiame diretto a sud le dispute con i contadini sono frequenti nonostante l’esistenza di percorsi concordati. Gli sfollati, riferisce l’Ocha, si sono rifugiati nelle montagne di Jebel Moon, nei villaggi vicini della località di Kulbus, nel villaggio di Hashaba, nella località di Kreinik, e nell’area di Saraf Omra, nello Stato del Nord Darfur. Secondo quanto riferito, altri hanno attraversato il confine con il Ciad dal villaggio di Hijleahjah. Lo scorso 21 novembre una delegazione di alto livello guidata dal sultano locale e comprendente il wali (governatore) del Darfur occidentale, il vice governatore del Darfur e rappresentanti del Comitato per la sicurezza dello Stato e dell’amministrazione locale della località hanno visitato alcune aree di Jebel Moon nel tentativo di sedare le violenze.

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