Summit di Tirana: i Paesi dei Balcani accelerano sulla creazione di una mini area Schengen

Il vertice avrebbe visto durante i lavori un'aspra polemica fra i premier di Serbia e Kosovo, Brnabic e Kurti

Tirana

I Paesi dei Balcani occidentali accelerano sulla creazione di una mini area Schengen regionale per cogliere il treno della ripresa economica post Covid grazie al sostegno dell’Ue. Dal vertice dei capi di Stato e di governo dei Balcani occidentali, ospitato oggi dall’Albania a Tirana, emerge questa volontà comune di rafforzare la cooperazione economica regionale per sfruttare al meglio le opportunità che si profilano dopo la pandemia. “La Commissione europea ha stanziato circa 30 miliardi di euro nel piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali, ovvero circa un terzo del Pil della regione”, ha dichiarato il commissario Ue all’Allargamento Oliver Varhelyj, nella conferenza stampa congiunta con il premier albanese Edi Rama al termine del summit. Secondo il commissario europeo, pertanto ora è cruciale attuare tale piano dell’Ue per la regione. “Con l’Ipa III concordato, noi siamo pronti; è importante che anche la regione lo sia”, ha sottolineato Varhelji. “Il piano (dell’Ue) funzionerà se la regione rispetterà gli impegni sul mercato regionale comune, un progetto saggio lanciato lo scorso anno”, ha affermato il commissario europeo. Oltre a Rama e Varehlyj hanno partecipato al vertice il presidente montenegrino Milo Djukanovic, il presidente del Consiglio dei ministri della Bosnia Erzegovina Zoran Tegeltija, il primo ministro della Macedonia del Nord Zoran Zaev e il primo ministro del Kosovo Albin Kurti.

Il premier Rama ha sottolineato che la creazione di una mini area Schengen regionale è un progetto strategico che porterà “benefici economici, sociali e politici” ai Balcani occidentali. Il premier albanese ha quindi osservato che l’obiettivo fondamentale del summit odierno è quello di includere nella regione balcanica le 4 libertà fondamentali dell’Ue. Secondo Rama il summit dei leader dei Balcani occidentali oggi a Tirana è un chiaro segnale della volontà dell’Albania di guidare il rilancio economico della regione. “La vostra partecipazione a questo sesto vertice dei Balcani occidentali a Tirana è un chiaro segnale della nostra volontà di assumere la paternità regionale della ripresa economica, del piano di investimenti per i Balcani occidentali e del mercato regionale comune”, ha affermato Rama. “Sono particolarmente grato al commissario dell’Unione europea per aver lanciato e promosso questo grande piano come strumento chiave che ci aiuterà a riprenderci economicamente nell”era post-pandemia”, ha affermato Rama parlando dell’esigenza di una crescita sostenibile e fondata sulla transizione verde e digitale delle nostre economie.

Un messaggio concordante con questa visione è stato quello del premier macedone Zoran Zaev. “I Paesi dei Balcani occidentali insieme sono più forti e rendono la regione più competitiva, forte e vicina al mercato dell’Unione europea”, ha dichiarato il primo ministro della Macedonia del Nord. “Il piano economico e di investimenti dell’Ue per i Balcani occidentali sostiene la ripresa di lungo termine della regione”, ha dichiarato Zaev, secondo cui l’attuazione di tale piano “stimolerà l’attività economica”, “rafforzando la concorrenza e l’innovazione specialmente nelle piccole e medie imprese”. Zaev ha sottolineato l’impegno di Skopje per la transizione dal carbone alle fonti di energia rinnovabile. “Durante questi periodo sfidanti, tutti i Paesi della regione stanno lavorando per istituire un mercato regionale comune”, ha affermato il premier macedone.

Nella conferenza stampa conclusiva del summit, a fianco del commissario europeo Varehlyi, il premier albanese Rama ha infine chiesto che i Paesi dei Balcani occidentali vengano inclusi dall’Ue in una lista per il riconoscimento ufficiale dei passaporti vaccinali relativi al Covid dei propri cittadini, in modo da assicurare loro la possibilità di viaggiare liberamente in Europa. Rama ha sottolineato che l’Albania ha già concordato con l’Ungheria sul piano bilaterale la libera circolazione dei viaggiatori senza adempimenti aggiuntivi, facendo notare che gli altri Paesi membri dell’Ue dovrebbero avere lo stesso approccio verso tutta la regione dei Balcani. Il fronte sulla cooperazione economica non è tuttavia compatto nella regione. Il vertice di Tirana sui Balcani occidentali avrebbe visto durante i lavori un’aspra polemica fra i premier di Serbia e Kosovo, Brnabic e Kurti.

Secondo fonti dell’emittente serba pubblica “Rts” il summit, dedicato ai temi economici, si sarebbe trasformato in questo caso in un’arena di conflitto su questioni squisitamente politiche. Il premier kosovaro Kurti avrebbe chiesto una revisione dell’Accordo di libero scambio Cefta in direzione di un riconoscimento del Kosovo come Stato all’interno dell’accordo stesso. Kurti avrebbe anche chiesto direttamente a Brnabic che la Serbia riconosca il Kosovo. Secondo le fonti di “Rts”, Brnabic ha ricordato a Kurti che il Kosovo non è un membro delle Nazioni Unite e che non è riconosciuto come Stato da cinque Paesi all’interno dell’Ue. La premier avrebbe definito l’incontro odierno a Tirana “difficile” e avrebbe parlato di “un tentativo” da parte di Pristina di distogliere l’attenzione dai temi principali sul tavolo.

 

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram