Superbonus e quota 100: è polemica sulla manovra

Lega, Forza Italia e Movimento 5 stelle chiedono di prorogare le misure del Superbonus previste nella manovra che verrà discussa in Cdm

governo legge di bilancio

Superbonus rimodulato e pensioni. Sono questi i motivi di discussione che in questi giorni corrono a palazzo Chigi. Lega, Forza Italia e Movimento 5 stelle chiedono di prorogare le misure del Superbonus previste nella manovra che verrà discussa durante il prossimo Consiglio dei ministri. Contrari anche i sindacati per il superamento del meccanismo di pensionamento anticipato, il cosiddetto quota 100.



Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ieri durante l’informativa davanti al parlamento è stato sommerso di richieste per ampliare il Superbonus. In particolare il M5S spinge a favore del forte contributo per la ripresa economica che ha dato questo strumento fino ad ora. “Il superbonus 110 per cento ha messo in moto un circolo virtuoso che ha avuto effetti positivi su ciclo economico, occupazione e tutela dell’ambiente grazie agli interventi di efficientamento energetico per la riduzione delle emissioni in atmosfera. Anche i dati diffusi dall’Istat sul settore delle costruzioni parlano chiaro e dimostrano tutto il potenziale della nostra maxi agevolazione”, sottolineano i deputati M5s. “Escludere queste tipologie, inevitabilmente, farebbe rallentare la ripresa del ciclo economico. Penalizzerebbe, inoltre, i centri più periferici e nelle aree interne del Paese, dove il numero dei condomini è inferiore a quello delle grandi città” sottolineano i deputati pentastellati. Sul tema è intervenuto anche il leader del Movimento Giuseppe Conte, che su Twitter ha dichiarato: “Grazie alla nostra determinazione abbiamo ottenuto una prima proroga” del superbonus 110 per cento, “ma non possiamo accontentarci. Bisogna fare di più: il governo ne garantisca la proroga anche agli edifici non condominiali e la renda accessibile negli anni a venire”.

Per il superamento del meccanismo di pensionamento anticipato di quota 100, la proposta è quota 102 nel 2022 e quota 104 nel 2023. Ma è scontro con la Lega che chiede un meccanismo più ampio possibile che tuteli soprattutto alcune categorie particolari di lavoratori. È polemica anche sul fronte dei sindacati. La Cgil pretende un confronto con il governo considerando la proposta di Quota 102 e 104 poco vantaggiosa per i lavoratori. Il sindacato vorrebbe delle risposte più adeguate senza restare con le mani in mano. “La proposta quota 102 e 104, se venisse confermata dal governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori. Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione”, dichiara in una nota il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli. Il sindacalista ritiene che il governo abbia preso sotto gamba il tema delle pensioni. “La priorità è quella di avere una vera riforma, che superi i limiti di Quota 100, che dia stabilità al sistema, garantisca una effettiva flessibilità in uscita, affronti il tema di donne, gravosi, disoccupati e giovani, e la crescita del valore delle pensioni in essere”, continua Ghiselli. La richiesta del sindacato è chiara, vorrebbe delle risposte più adeguate alle richieste contenute nella piattaforma unitaria. “Diversamente, non staremo con le mani in mano”. In attesa del prossimo Cdm, il governo non esclude meccanismi diversi da quello individuato, a una condizione: che siano sostenibili.



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