Terrorismo: arrestato a Venezia tunisino membro di una cellula dello Stato islamico

Era arrivato in Italia su un barcone sbarcando in Sicilia, per poi essere assegnato in una struttura di accoglienza

polizia milano

Era arrivato in Italia a fine agosto su un barcone sbarcando in Sicilia, per poi essere assegnato in una struttura di accoglienza in provincia di Venezia. Il giovane tunisino arrestato questa mattina dagli agenti della Digos di Venezia è stato a lungo monitorato dagli agenti che lo ritenevano un possibile terrorista. Sulle sue tracce, gli uomini del dirigente della Digos, Carlo Ferretti, erano già dal mese di ottobre quando hanno ricevuto segnalazione dal Servizio per la Cooperazione internazionale di polizia (Scip), tramite le autorità di polizia tunisine, che in Italia era arrivato un cittadino tunisino membro di una cellula terroristica, contigua allo Stato islamico, operante in Tunisia. Negli stessi giorni, la notizia è stata confermata anche dall’Aise, che ha chiarito come lo straniero fosse sbarcato in Sicilia e che la cellula all’interno della quale operava era operativa in Tunisia, ove aveva programmato attentati anche con uso di esplosivi.



Gli accertamenti svolti dalla Direzione centrale della polizia di Prevenzione hanno segnalato come una persona, che aveva dichiarato generalità simili a quelle riferite dalle segnalazioni, era stata identificata in occasione di un precedente sbarco in Sicilia e, dopo il periodo di quarantena, assegnato ad una struttura di accoglienza nella provincia di Venezia. In attesa dei necessari riscontri la Digos ha iniziato una stretta osservazione e sorveglianza del sospettato. Le impronte digitali hanno confermato che il giovane era la persona ricercata. La Digos di Venezia ha pertanto proceduto al controllo del giovane al fine di acquisire tutti i dati per ogni possibile sviluppo investigativo e successivamente fermato. Anche l’autorità giudiziaria tunisina ha internazionalizzato il provvedimento di cattura per “partecipazione ad associazione terroristica ad atti di terrorismo” che, il 27 novembre successivo, è stato convalidato dalla Procura Generale di Trieste in attesa delle procedure di estradizione. “Sul territorio italiano – ha sottolineato ad Agenzia Nova Carlo Ferretti, dirigente della Digos di Venezia, l’arrestato non aveva avuto atteggiamenti che denotassero una deriva di carattere integralista e, dalle prime dichiarazioni rese al momento del suo sbarco, aveva palesato l’intenzione di non rimanere sul territorio nazionale. Inoltre – ha aggiunto – non possiamo escludere che persone pericolose arrivino in Italia, ma abbiamo dimostrato che quando ciò accade, il sistema per intercettarli funziona”.

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