Tigrè: truppe etiopi responsabili del massacro di 15 civili

È quanto emerge da un'inchiesta di “Bbc Africa Eye” in collaborazione con gli analisti dei siti web investigativi “Bellingcat” e “Newsy”

Tigrè

Le truppe dell’esercito etiope sarebbero responsabili di un massacro commesso nella regione del Tigrè. È quanto emerge da un’inchiesta di “Bbc Africa Eye”, che avrebbe scoperto le prove che il massacro, nel quale sono morte 15 persone disarmate, sarebbe stato commesso da membri dell’esercito etiope nei pressi della città di Mahbere Dego, dove l’esercito etiope sta combattendo le forze del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf).



All’inizio di marzo sui social media era circolata una serie di cinque videoclip che mostravano uomini armati e in uniforme etiope che guidavano un gruppo di uomini disarmati sul bordo di una scogliera nel Tigrè, sparando ad alcuni a distanza ravvicinata e spingendo i cadaveri oltre la scogliera. Il team investigativo di “Bbc Africa Eye”, in collaborazione con gli analisti dei siti web investigativi “Bellingcat” e “Newsy”, si è proposto di stabilire dove è avvenuto il massacro analizzando le caratteristiche geografiche analizzate nei video – una strada sterrata, un altopiano e una scarpata – e confrontandole con le immagini satellitari dell’area intorno alla città. Dall’analisi è emersa che il massacro sarebbe avvenuto nell’area di Mahbere Dego. Nel video, pubblicato per la prima volta il 9 marzo sul canale EthiopiaMap di Telegram, compaiono militari che parlano in amarico (la lingua ufficiale dell’Etiopia) e con indosso uniformi che recano sulla manica i segni della bandiera nazionale etiope, che radunano un gruppo di circa 25-30 persone in abiti civili. I prigionieri si dirigono verso un precipizio sotto la minaccia delle armi, dove vengono giustiziati. Nessun commento ufficiale è finora giunto da parte delle autorità etiopi.

Se confermata, la notizia potrebbe mettere ulteriore pressione al governo di Addis Abeba, finora sotto scacco della comunità internazionale soprattutto per le presunte atrocità commesse nel Tigrè dalle truppe eritree e dalle milizie dell’etnia amhara, con il tacito benestare dell’esercito etiope. Di fronte alle crescenti pressioni, la scorsa settimana il primo ministro etiope Abiy Ahmed, di ritorno da una visita ufficiale ad Asmara, ha annunciato che l’Eritrea ritirerà le sue truppe dalla regione del Tigrè, ammettendo per la prima volta il loro coinvolgimento nella guerra contro il Tplf, tuttavia non ha specificato quando e come il ritiro avverrà. Si ritiene che migliaia di tigri siano stati uccisi dall’inizio dei combattimenti, nel novembre 2020. Combattenti delle milizie dell’etnia amhara e militari eritrei sono accusati di aver commesso crimini di guerra, compresi stupri di massa contro le donne, e di recente la Commissione etiope per i diritti umani (Ehrc) e l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) hanno concordato di condurre un’indagine congiunta sulle presunte atrocità.



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