Torino: minori tolti ad una madre con false accuse

"Preoccupanti analogie con le note vicende giudiziarie relative agli affidi di cui si è occupata la procura di Reggio Emilia", si legge in una nota del Comando provinciale dell'Arma di Torino

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Dopo il caso dei “diavoli della Bassa Modenese” e la più recente inchiesta sulle vicende di Bibbiano, il centro Hansel e Gretel torna di nuovo al centro delle indagini delle procure, per gli affidi con false accuse nei confronti delle famiglie di origine. Questa volta il caso è partito dalla Procura di Torino, dove una coppia di bimbi sarebbe stata maltrattata per otto anni dalla famiglia affidataria che ora ha il divieto di avvicinamento dopo la notifica da parte dei Carabinieri. Si legge in una nota del Comando provinciale dell’Arma di Torino di “preoccupanti analogie con le note vicende giudiziarie relative agli affidi di cui si è occupata la procura di Reggio Emilia”.



Le operazioni hanno portato alla perquisizione degli uffici della psicoterapeuta Nadia Bolognini, già coinvolta nel caso di Bibbiano. E’ indagata per falso ideologico: la donna avrebbe fatto partire l’allontanamento dalla famiglia originaria e il successivo affido sulla base di disegni e colloqui di cui però mancano le registrazioni. Sullo stesso filone sono indagate anche le due madri affidatarie, e ora le indagini puntano a verificare se ci sarebbero eventuali responsabilità anche da parte delle istituzioni coinvolte nelle dinamiche degli affidi.



Mentre seguo con attenzione lo sviluppo delle indagini della Procura di Torino in materia di affidi, confermo la mia fiducia nell’operato dei Servizi sociali della Città di Torino: invito ad evitare strumentalizzazioni politiche. Lo ha affermato in una nota stampa l’assessore alle Famiglie di Torino Jacopo Rosatelli, commentando il caso degli affidi illeciti fatto emergere nella giornata odierna dalla Procura di Torino. “I Servizi sociali da sempre rappresentano un modello positivo per l’affermazione e la tutela dell’interesse superiore dei e delle minori – ha continuato Rosatelli -. L’affido è un istituto importante e prezioso e le famiglie affidatarie sono una risorsa di solidarietà verso l’infanzia e l’adolescenza.

Fiducioso nell’operato della magistratura e delle forze di polizia, invito tutti, specialmente i rappresentanti delle istituzioni, ad evitare ogni strumentalizzazione politica dei fatti. Le responsabilità penali, sempre personali, devono essere accertate, ed è doveroso rispettare il principio costituzionale della presunzione d’innocenza: nessuna persona è colpevole sino alla conclusione definitiva dell’iter giudiziario. Sarebbe meglio evitare di evocare analogie con il cosiddetto ‘caso Bibbiano’, utili a costruire polveroni mediatici ma non a risolvere eventuali problemi”, ha concluso.

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