Tripoli (Unioncamere) a Nova: “Lo sviluppo del mezzogiorno è una questione chiave del Paese”

L'intervista di "Agenzia Nova" al segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli

Il tema del mezzogiorno è una delle questioni chiave del Paese, non solo per il sud ma per le possibilità di sviluppo di tutta l’Italia. Ne è convinto il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che in un’intervista ad “Agenzia Nova” ha tracciato un quadro delle priorità per poter far ripartire il tessuto economico sociale del Paese nel dopo pandemia. Fra queste priorità, come detto, il rilancio del mezzogiorno, perché “lasciare le regioni del sud nelle condizioni in cui trovano adesso sarebbe un guaio anche per le regioni settentrionali, per l’intero Paese”. Per incidere, però, è necessario affrontare “alcuni temi di fondo” a cominciare dalla “questione infrastrutturale: il mezzogiorno – ha chiarito – va raccordato effettivamente, stabilmente, con la stessa efficienza al centro-nord perché non può è esserci un Paese diviso in due. La questione infrastrutturale è chiave” ha aggiunto ricordando che “il mezzogiorno è una porta di accesso di molti dei flussi di trasferimento delle merci dall’oriente all’Europa” e dunque “raccordare bene” il territorio “con le varie infrastrutture è fondamentale a questo scopo”.

Il secondo motivo per cui è necessario far ripartire il sud del Paese è legato alla necessità di “presidiare stabilmente il territorio perché è la porta di accesso su un fronte caldo, il Mediterraneo. Presidiare il mezzogiorno vuol dire fare in modo che le situazioni economiche e sociali siano tali da evitare una dissoluzione del tessuto sociale. Che i giovani vadano via dal sud con un flusso ormai costante – ha sottolineato Tripoli – è una questione non solo legata alla condizione economica ma a quella civile”. Colpisce in questo senso il numero sempre maggiore “di ragazzi che finiti gli studi vanno via per fare impresa al centro nord, con un depauperamento dal punto di vista delle imprese”. Infine è necessario fermare la crescente “divaricazione fra le aziende eccellenti, le aree eccellenti e i poli di eccellenza del sud ed il resto del tessuto produttivo che ha sofferto di più delle altre questa situazione di crisi pandemica. Per consentire al mezzogiorno di ridurre il suo divario interno – ha sottolineato – è importante investire adesso. Questo ispessirà il tessuto sociale contrastando anche i fenomeni negativi legati alle infiltrazioni della criminalità”.

 

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