Tunisia: arrivata la prima nave dall’Italia carica di aiuti contro il Covid

Il carico è partito dal porto di Napoli

E’ arrivata stamane in Tunisia la prima nave carica di beni umanitari per il contrasto al Covid-19 donati dalla Cooperazione italiana. Ad accogliere il carico partito da Napoli c’erano il ministro della Sanità, Faouzi Mehdi, il consigliere per la sicurezza nazionale della presidenza della Repubblica, Abderraouf Atallah, e il direttore generale del ministero degli Esteri di Tunisi, insieme all’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara. In risposta ai drammatici sviluppi della crisi sanitaria in Tunisia, la Cooperazione italiana ha infatti disposto, su indicazione della vice ministra agli Affari esteri e Cooperazione internazionale, Marina Sereni, l’invio al porto di Tunisi di oltre 25 tonnellate di materiale sanitario per la lotta al Covid-19. L’ingente carico umanitario, messo a disposizione dalla struttura del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 ed imbarcato con il sostegno logistico della Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (Unhrd) di Brindisi, è composto da cinque container, suddivisi tra più navi e contenenti ventilatori polmonari, mascherine protettive, guanti, camici chirurgici e gel igienizzante. “Con questa operazione, l’Italia intende riaffermare la sua amicizia e solidarietà al popolo tunisino”, afferma il ministero degli Esteri in una nota.

Nei giorni scorsi, Madji Karbai, deputato tunisino eletto in Italia membro del gruppo parlamentare democratico, aveva lanciato attraverso “Agenzia Nova” un appello al governo italiano per fornire aiuto urgente alla Tunisia e al suo sistema sanitario, che rischia di crollare di fronte all’attuale ondata di Covid. In questo momento la Tunisia sta vivendo una crisi sanitaria senza precedenti. Nella sola giornata del 15 luglio sono stati registrati 164 decessi. Con questi numeri la Tunisia ha raggiunto quota 17.000 morti da inizio pandemia. “Nelle ultime settimane, gli ospedali hanno accolto un numero sempre maggiore di pazienti, in un momento in cui le strutture, sovraffollate, lamentano mancanza di ossigeno e posti letto, mentre il personale sanitario è esausto”, riferisce Karbai.

Ad oggi poco più del 5 per cento della popolazione è stata vaccinata con entrambe le dosi. “Il governo si era posto l’obiettivo di vaccinare 3 milioni di persone al 30 giugno, obiettivo che non è stato raggiunto”, aggiunge il deputato. Vale la pena ricordare che nell’aprile del 2020, quando l’Italia fu investita dalla prima ondata del virus Sars-CoV-2, la Tunisia inviò un gruppo di medici, infermieri e biologi. Alla luce della falsa partenza della campagna vaccinale del recente aumento dei contagi e dei decessi, il sistema sanitario tunisino è oggi al collasso: negli ospedali non c’è più posto, le terapie intensive sono sature, il tasso di mortalità è alto. Dal primo luglio sono peraltro in vigore nuove restrizioni tra le regioni ed è stata indetta una nuova serrata. La percentuale dei vaccinati è molto bassa, come in tutti i Paesi africani e poveri, a causa del fallimento del programma Covax.

E intanto Rachid Ghannouchi, presidente dell’Assemblea dei rappresentati del popolo della Tunisia (Arp, il parlamento monocamerale) e leader del movimento islamico Ennahda, prima forza politica del Paese nordafricano, è stato contagiato dal coronavirus nonostante due dosi del vaccino cinese Sinovac ricevute ad aprile. La notizia della positività dell’anziano leader islamico, 80 anni, è stata confermata da una nota ufficiale, precisando che il presidente del parlamento di Tunisi continuerà a svolgere le sue mansioni a distanza secondo procedure eccezionali, adottando tutte le necessarie precauzioni preventive e nel rispetto del protocollo sanitario. Lo staff di Ghannouchi si rifiuta di rivelare il vaccino utilizzato, ma la stampa tunisina aveva dato notizia delle due inoculazioni con il Sinovac rispettivamente il 2 e il 16 aprile scorso. Il portavoce di Ghannouchi, Maher Madhioub, ha detto ieri ad “Agenzia Nova” che il presidente del parlamento soffre di “lievi sintomi e spossatezza”, spiegando che i medici hanno “preferito trattenerlo in ospedale”. Il contagio del leader del partito tunisino, tuttavia, solleva nuovi dubbi sull’efficacia del Sinovac contro il coronavirus Sars-CoV-2.

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