Tunisia: dopo due mesi di stallo formato il nuovo governo guidato da Bouden

La premier: "Il nuovo esecutivo mira a ripristinare la fiducia cittadini nello Stato"

tunisia

Dopo due mesi e mezzo di stallo, il presidente tunisino Kais Saied ha annunciato oggi la formazione del nuovo esecutivo capeggiato dalla premier Najla Bouden, la prima donna alla guida di un governo di uno Stato arabo. Durante il giuramento, Najla Bouden ha affermato che la priorità del nuovo esecutivo sarà “La lotta alla corruzione”. Il nuovo governo è formato da 25 ministri di cui nove donne. Alcuni degli esponenti chiave dell’esecutivo guidato dalla Bouden avevano già ricoperto cariche sia nel governo temporaneo nominato da Saied lo scorso agosto che nei due esecutivi di Hichem Mechichi e del predecessore Elyes Fakhfakh.



La priorità del nuovo governo della Tunisia, sarà quella di ripristinare “la fiducia nello Stato” da parte dei giovani e dei cittadini ha dichiarato la premier tunisina. “L’obiettivo del governo è quello di ripristinare la fiducia dei giovani in sé stessi, che si può ottenere solo sentendosi cittadini a pieno diritto”, ha affermato la premier, secondo cui il governo mira a “ripristinare la stessa fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella struttura pubblica” e dei partner stranieri. “Il governo punterà anche sul ripristino della fiducia applicando la legge senza discriminazioni”, ha affermato la premier tunisina. Secondo la Bouden il nuovo esecutivo, formato da 24 ministri e una segretaria di Stato, ha tra le sue priorità “restituire fiducia e speranza” nei cittadini sul piano economico, sociale, sanitario e della sicurezza. La volontà di questo governo, ha proseguito la Bouden, “è lavorare per l’interesse della Tunisia e rispondere agli interessi del suo popolo aprendosi a tutte le opinioni e a tutte le parti”. La premier ha sottolineato inoltre che la struttura dei ministeri chiave è stata preservata con l’obiettivo di garantire la continuità dell’attività amministrativa e affinché il governo possa immediatamente mettersi al lavoro. Dopo due mesi e mezzo di stallo, il presidente tunisino Kais Saied ha annunciato oggi la formazione del nuovo esecutivo capeggiato dalla premier Najla Bouden, la prima donna alla guida di un governo di uno Stato arabo. Il nuovo governo è formato da 25 membri, di cui nove donne. Alcuni degli esponenti chiave dell’esecutivo guidato dalla Bouden avevano già ricoperto cariche sia nel governo temporaneo nominato da Saied lo scorso agosto che nei due esecutivi di Hichem Mechichi e del predecessore Elyes Fakhfakh. Taoufik Charfeddine, avvocato cinquantatreenne, è stato riassegnato alla guida del ministero dell’Interno, dopo aver ricoperto tale ruolo tra l’agosto 2020 e il gennaio 2021, nel governo guidato da Fakhfakh. Il dicastero delle Finanze è stato invece assegnato a Sihem Boughdiri Nemsia, già alla guida del ministero dell’Economia nell’esecutivo nominato da Saied lo scorso due agosto. Boughdire ha lavorato per 28 anni nel ministero delle Finanze tunisino, occupandosi di riforme fiscali e dei programmi finanziati dal Fondo monetario internazionale (Fmi), dall’Unione europea (Ue) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Una importante riconferma è quella del ministro degli Affari esteri, Othman Jerandi, che ha ricoperto l’incarico sia nel governo Mechichi che in quello di nomina presidenziale dello scorso due agosto. Diplomatico di carriera, Jerandi servì come ministro degli Esteri già dal marzo 2013 al febbraio 2014. Nella sua carriera, Jerandi è stato ambasciatore di Tunisia in Giordania, Corea del Sud, Ghana, Nigeria, Liberia e Sierra Leone, oltre a essere stato rappresentante permanente della Tunisia presso le Nazioni unite. Un’altra riconferma anche se in un incarico differente è quella di Leila Jaffel, magistrato e consigliere presso la Corte di cassazione, che ricoprirà il ruolo di ministra della Giustizia dopo aver ricoperto dal settembre 2020 a febbraio 2021 il ruolo di ministra degli Affari territoriali nel governo Mechichi per essere poi licenziata da quest’ultimo a causa della sua eccessiva vicinanza al presidente Saied. Un volto nuovo è invece quello di Imed Memmich, il nuovo ministro della Difesa. Memmich è professore di Scienze giuridiche, politiche e sociali all’università di Tunisi ed è considerato un esperto di lotta alla corruzione, tema che figura tra le priorità del nuovo esecutivo. Il ministro dell’Economia e della Pianificazione è, invece, Samir Said, sessantunenne con un’esperienza trentennale nel settore bancario, soprattutto in Oman, dove ha ricoperto il ruolo di direttore generale della banca per lo sviluppo (dal 2003 al 2013) e di Ceo della compagnia per investimenti omanita Al Hosn.

Tunisia: i ministri del governo Bouden

Taoufik Charfeddine, avvocato cinquantatreenne, è stato riassegnato alla guida del ministero dell’Interno, dopo aver ricoperto tale ruolo tra l’agosto 2020 e il gennaio 2021, nel governo guidato da Fakhfakh. Il dicastero delle Finanze è stato invece assegnato a Sihem Boughdiri Nemsia, già alla guida del ministero dell’Economia nell’esecutivo nominato da Saied lo scorso due agosto. Boughdire ha lavorato per 28 anni nel ministero delle Finanze tunisino, occupandosi di riforme fiscali e dei programmi finanziati dal Fondo monetario internazionale (Fmi), dall’Unione europea (Ue) e dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).



Una importante riconferma è quella del ministro degli Affari esteri, Othman Jerandi, che ha ricoperto l’incarico sia nel governo Mechichi che in quello di nomina presidenziale dello scorso due agosto. Diplomatico di carriera, Jerandi servì come ministro degli Esteri già dal marzo 2013 al febbraio 2014. Nella sua carriera, Jerandi è stato ambasciatore di Tunisia in Giordania, Corea del Sud, Ghana, Nigeria, Liberia e Sierra Leone, oltre a essere stato rappresentante permanente della Tunisia presso le Nazioni unite. Un’altra riconferma anche se in un incarico differente è quella di Leila Jaffel, magistrata e consigliera presso la Corte di cassazione, che ricoprirà il ruolo di ministra della Giustizia dopo aver ricoperto dal settembre 2020 a febbraio 2021 il ruolo di ministra degli Affari territoriali nel governo Mechichi per essere poi licenziata da quest’ultimo a causa della sua eccessiva vicinanza al presidente Saied. Un volto nuovo è invece quello di Imed Memmich, il nuovo ministro della Difesa. Memmich è professore di Scienze giuridiche, politiche e sociali all’università di Tunisi ed è considerato un esperto di lotta alla corruzione, tema che figura tra le priorità del nuovo esecutivo. Il ministro dell’Economia e della Pianificazione è, invece, Samir Said, sessantunenne con un’esperienza trentennale nel settore bancario, soprattutto in Oman, dove ha ricoperto il ruolo di direttore generale della banca per lo sviluppo (dal 2003 al 2013) e di Ceo della compagnia per investimenti omanita Al Hosn.

La Bouden, classe 1958, docente alla Scuola nazionale di ingegneria di Tunisi e funzionaria del ministero dell’Interno, era stata nominata lo scorso 29 settembre dal presidente della Repubblica come prima donna a ricoprire il ruolo di premier in Tunisia e nel mondo arabo in generale. “Giuro su Dio Onnipotente di lavorare fedelmente per il bene della Tunisia, di rispettarne la costituzione e la legislazione, di curare i suoi interessi e di giurarle fedeltà”, ha detto Boden durante il giuramento trasmesso in diretta televisiva.

Saied: “Nessuno sarà risparmiato dalla lotta anticorruzione”

Nessuno verrà risparmiato dalla lotta contro la corruzione in Tunisia. Lo ha dichiarato oggi il presidente della Repubblica, Kais Saied. Il capo di Stato ha ringraziato la nuova premier – prima donna a ricoprire tale ruolo in Tunisia e nel mondo arabo – per aver accettato la responsabilità, descrivendola come “pesante” in queste “difficili circostanze”, e ha anche ringraziato tutti i 23 membri della nuova squadra governativa, di cui nove sono donne. “Riusciremo in questa fase a far uscire la Tunisia, che ha spazio per tutti, dalla situazione peggiore”, ha sottolineato Saied. Il presidente tunisino ha anche affermato che la Tunisia sta combattendo “una battaglia di liberazione nazionale”, ribadendo di aver attivato l’articolo 80 della Costituzione e di aver adottato misure eccezionali del 25 luglio (congelamento delle attività parlamento, revoca dell’immunità ai parlamentari, licenziamento dell’ex premier Hichem Mechichi), a causa del “pericolo imminente che minaccia” la Tunisia, sottolineando che tale pericolo “esiste ancora oggi”. Il presidente ha mostrato in diretta televisiva delle immagini di alcuni episodi incresciosi avvenuti nell’Assemblea dei rappresentati del popolo (Arp), come risse, sit-in e aggressioni, spiegando che tale comportamento non era più tollerabile. Saied ha anche criticato personalità che “si sono recate nelle capitali europee tentando di far saltare il vertice della Francofonia che il Paese ospiterà a novembre”. Pur senza nominare nessuno in particolare, Saied ha detto che queste parti avrebbero cercato di “rovinare il rapporto con la Francia”. Il riferimento è all’ex presidente tunisino Moncef Marzouki, il quale ha esortato la Francia a ritirare ogni sostegno a Kais Saied.

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