Tunisia: il presidente Saied vola nei sondaggi dopo il “golpe morbido” del 25 luglio

È quanto emerge dal sondaggio realizzato dall’istituto Sigma Conseil pubblicato sul quotidiano “Le Maghreb”

saied

Il presidente della Tunisia, Kais Saied, continua a guidare incontrastato la classifica delle intenzioni di voto per le elezioni presidenziali, con il 90,1 per cento delle preferenze. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto Sigma Conseil pubblicato ieri, 19 settembre, sul quotidiano in lingua araba “Le Maghreb”. Lo studio è stato eseguito su un campione rappresentativo della popolazione nelle aree urbane e rurali, composto da 1.983 tunisini, di età pari o superiore a 18 anni dal 9 settembre al 16 settembre 2021. Al secondo posto nelle intenzioni di voto per le presidenziali di piazza Abir Moussi, la vulcanica leader del partito dei Costituzionalisti liberi (Pdl, formazione politica della destra reazionaria), con il 2,3 per cento. “Non c’è dubbio che il leader del palazzo di Cartagine (sede dell’amministrazione presidenziale) sia oggi in vetta alla classifica senza se e senza ma, con circa 90 punti di distacco. Ma questo successo non durerà – avverte il giornale – in caso di fallimento nella fase successiva, perché su di lui ricade la piena responsabilità di tutto ciò che sta accadendo nel Paese, soprattutto al livello economico e sociale”.



Secondo lo stesso sondaggio, il 72,2 per cento dei tunisini si fida del capo dello Stato dopo il 25 luglio, quando il presidente Saied ha sospeso le attività dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp, il parlamento monocamerale), tolto l’immunità ai deputati e rimosso il premier Hichem Mechichi applicando l’articolo 80 della Costituzione, che consente di adottare misure così drastiche in caso di un grave pericolo per la nazione. Il dato sulla fiducia della popolazione è alto, ma in calo di circa 10 punti rispetto all’82 per cento registrato un mese fa. La riduzione, spiega il quotidiano, può essere dovuta a due fattori: l’assenza di un governo e l’incertezza sull’esito della situazione generale del Paese; la frattura esistente tra la maggior parte dei politici e ampi settori dell’opinione pubblica. Ciononostante, Saied spicca da solo in vetta all’indice di fiducia nei personaggi politici dei cittadini, distaccando di ben 50 punti il secondo classificato Safi Said, giornalista e scrittore tunisino, già candidato alle presidenziali del 2014 e del 2019, il quale risulterebbe terzo (dopo Saied e Moussi) con appena l’1,5 per cento dei voti in caso di elezioni anticipate.

Per quanto riguarda le prossime elezioni legislative, il 70,2 per cento degli intervistati ha detto che non intende votare: un dato molto alto, indice di una fiducia nei partiti e nel parlamento, ma in lieve miglioramento del 4,4 per cento rispetto ad agosto. Dal sondaggio emergono due dati interessanti: la crescita del partito reazionario Pdl, che dopo uno shock iniziale sembra aver assorbito i fatti del 25 luglio risalendo dal 30,8 al 34 per cento (circa 3 punti in un mese), primo partito in assoluto; l’interesse attorno a un ipotetico partito del capo dello Stato. Al secondo posto del sondaggio si piazza infatti una formazione politica che non esiste: quella del presidente Kais Saied. Alla domanda “per chi voteresti se le elezioni legislative si tenessero adesso”, circa l’8 per cento degli intervistati e il 26,1 per cento di coloro che indicano le proprie intenzioni di voto ha risposto automaticamente “per il partito del presidente”.



Al di là del paradosso di votare per un partito che non c’è – e potrebbe non esserci mai – si tratta comunque di un’importante richiesta elettorale presente in tutta la Repubblica, ma radicata soprattutto nelle province nord-occidentali: qui l’ipotetico partito di Saied supera il 40 per cento delle intenzioni di voto, scendendo al 30 per cento nel nord-est, centro-ovest e sud-ovest. L’unico punto debole, a livello regionale, si trova nell’area della Grande Tunisi, dove il “partito di Kais Saied” scende sotto la soglia del 20 per cento delle intenzioni di voto. Il sondaggio evidenzia anche una differenziazione di classe molto netta: nella classe agiata, il presunto partito del presidente raggiunge solo l’11 per cento delle intenzioni di voto, salendo al 44 per cento nella classe popolare, un’aerea dove invece il Pdl (diretto concorrente e al momento primo partito nei sondaggi) si ferma al 21 per cento. Non vi sono inoltre differenze significative tra donne e uomini, ma i giovani votano il “partito di Saied” con una certa consistenza: il 37 per cento nella fascia 18-25 anni; 34 per cento nella fascia 26-44 anni; 20 per cento negli ultrasessantenni. Non solo. Il partito di Saied supera il 50 per cento delle intenzioni di voto tra i meno istruiti e scende al 16 per cento tra i diplomati e laureati. “Non c’è dubbio che non siamo di fronte a un vero partito a livello nazionale. C’è un forte desiderio di un partito chiaramente affiliato al presidente: questo fatto è abbondantemente presente tra gli ambienti popolari ed è espressione della necessità di una nuova richiesta politica”, sottolinea il giornale tunisino.

Una menzione, infine, per il partito islamista Ennahda che è riuscito a migliorare leggermente la percentuale delle intenzioni di voto, passando al 12,1 per cento e recuperando circa cinquantamila voti ipotetici. Il movimento della “Rinascita”, grande sconfitto del “golpe morbido” attuato da Saied il 25 luglio, è stato fortemente ridimensionato rispetto a pochi mesi fa, ma mantiene comunque una parte non trascurabile dell’elettorato. Chi è invece crollato completamente è il partito Qalb Tounes, sceso sotto l’1 per cento delle intenzioni di voto. “Non pensiamo che il partito di Nabil Karoui (leader di Qalb Tounes arrestato in Algeria, ndr) sia in grado di rialzarsi. Il movimento Ennahda ha un ulteriore serbatoio elettorale naturale, che è la base elettorale della Coalizione Al Karama, che raggiunge oggi il 2,3 per cento delle intenzioni di voto. Non è escluso che Al Karama possa cedere i suoi voti a Ennahda in un prossimo round elettorale”, conclude “Le Maghreb”.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

TAGS