Tunisia: incendio nel magazzino della società importatrice dei rifiuti italiani a Sousse

Le fiamme avrebbero distrutto i rifiuti stoccati in un'area di circa 4 mila metri quadrati

Un incendio è divampato questo pomeriggio all’interno di un magazzino dell’azienda importatrice dei rifiuti italiani nella zona di Moureddine, nel comune di Masaken, circa 10 chilometri a sud della città costiera di Susa/Sousse in Tunisia. Lo riferiscono i media locali, citando una fonte della Protezione civile di Sousse, secondo cui l’incendio avrebbe distrutto i rifiuti stoccati in un’area di circa 4 mila metri quadrati del magazzino, che si estende complessivamente su una superficie di 11 mila metri quadrati. Le squadre dei vigili del fuoco stanno continuando i loro sforzi per spegnere l’incendio, secondo i media tunisini. Lo scorso giugno la procura generale della Corte d’appello di Sousse ha confermato le accuse nei confronti di 21 persone coinvolte nel caso dei rifiuti importanti illegalmente dall’Italia, rispingendo le richieste di scarcerazione di sei imputati, incluso l’ex ministro dell’Ambiente e degli Affari locali, Mustapha Aroui. Soltanto ieri, nel corso della visita a Tunisi del ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, il capo dello Stato tunisino, Kais Saied, ha sottolineato “la necessità di accelerare quanto prima la risoluzione della situazione dei rifiuti italiani esportati in Tunisia”, invitando a “pensare in futuro all’attuazione di programmi di cooperazione tra i due Paesi nel campo della conversione dei rifiuti in una fonte di energia”. Il deputato tunisino del partito socialdemocratico Attayar, Majid Karbai, ha scritto su Twitter in italiano: “Incendio nella sede dell’azienda tunisina Soreplast esportatrice dei rifiuti italiani bloccati in Tunisia. 70 container stanno ancora dentro oltre a 212 nel porto di Sousse. Una pratica che non è per niente nuova”.



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