Tunisia, l’appello del deputato eletto in Italia: “Servono aiuti urgenti contro il Covid”

Ecco l'appello che Majdi Karbai ha voluto lanciare attraverso “Agenzia Nova”

L’Italia fornisca un aiuto urgente alla Tunisia e al suo sistema sanitario, che rischia di crollare di fronte all’attuale ondata di Covid. E’ questo l’accorato appello che Madji Karbai, deputato tunisino eletto in Italia membro del gruppo parlamentare democratico, ha voluto lanciare attraverso “Agenzia Nova”. In questo momento la Tunisia sta vivendo una crisi sanitaria senza precedenti. Nella sola giornata del 13 luglio, sono stati registrati quasi 8.473 contagi da coronavirus e 157 decessi, in leggero calo rispetto allo scorso fine settimana ma ancora oltre la soglia di allarme. Con questi numeri la Tunisia ha raggiunto quota 16.511 morti da inizio pandemia. “Nelle ultime settimane, gli ospedali hanno accolto un numero sempre maggiore di pazienti, in un momento in cui le strutture, sovraffollate, lamentano mancanza di ossigeno e posti letto, mentre il personale sanitario è esausto”, riferisce Karbai, che già la scorsa settimana aveva lanciato un appello simile.



Ad oggi solo il 5,3 per cento della popolazione è stata vaccinata con entrambe le dosi. “Il governo si era posto l’obiettivo di vaccinare 3 milioni di persone al 30 giugno, obiettivo che non è stato raggiunto”, aggiunge il deputato. Vale la pena ricordare che nell’aprile del 2020, quando l’Italia fu investita dalla prima ondata del virus Sars-CoV-2, la Tunisia inviò un gruppo di medici, infermieri e biologi. “E’ urgente sostenere il sistema sanitario in tutti i modi possibili, con l’invio di materiali per l’ossigenazione, letti, dispositivi di protezione individuale, materiali igienici, mascherine, visiere, test. E con l’invio di operatori sanitari, quali medici e infermieri, che possano sostenere la richiesta di risorse umane data dall’attuale emergenza. In questo senso, rivolgo un appello all’Italia per chiedere un aiuto urgente per la Tunisia e il suo sistema sanitario, che rischia di crollare di fronte all’attuale ondata di Covid”, aggiunge il deputato.

Alla luce della falsa partenza della campagna vaccinale del recente aumento dei contagi e dei decessi, il sistema sanitario tunisino è oggi al collasso: negli ospedali non c’è più posto, le terapie intensive sono sature, il tasso di mortalità è alto. Dal primo luglio sono peraltro in vigore nuove restrizioni tra le regioni ed è stata indetta una nuova serrata. La percentuale dei vaccinati è molto bassa, come in tutti i Paesi africani e poveri, a causa del fallimento del programma Covax.



E intanto Rachid Ghannouchi, presidente dell’Assemblea dei rappresentati del popolo della Tunisia (Arp, il parlamento monocamerale) e leader del movimento islamico Ennahda, prima forza politica del Paese nordafricano, è stato contagiato dal coronavirus nonostante due dosi del vaccino cinese Sinovac ricevute ad aprile. La notizia della positività dell’anziano leader islamico, 80 anni, è stata confermata ieri da una nota ufficiale, precisando che il presidente del parlamento di Tunisi continuerà a svolgere le sue mansioni a distanza secondo procedure eccezionali, adottando tutte le necessarie precauzioni preventive e nel rispetto del protocollo sanitario. Lo staff di Ghannouchi si rifiuta di rivelare il vaccino utilizzato, ma la stampa tunisina aveva dato notizia delle due inoculazioni con il Sinovac rispettivamente il 2 e il 16 aprile scorso. Il portavoce di Ghannouchi, Maher Madhioub, ha detto ad “Agenzia Nova” che il presidente del parlamento soffre di “lievi sintomi e spossatezza”, spiegando che i medici hanno “preferito trattenerlo in ospedale”. Il contagio del leader del partito tunisino, tuttavia, solleva nuovi dubbi sull’efficacia del Sinovac contro il coronavirus Sars-CoV-2.

La Tunisia è dunque nel pieno di una nuova ondata di contagi, in particolare dopo la diffusione della cosiddetta variante Delta, originata in India e dichiarata “motivo di preoccupazione” dall’Oms nell’aprile 2021. I governatori della Grande Tunisi (Tunisi, Manouba, Ariana e Ben Arous) hanno recentemente annunciato l’estensione delle misure preventive per limitare la diffusione dell’epidemia Covid-19 fino al 31 luglio. Lo stesso presidente Saied ha ricevuto il 12 luglio la prima dose di vaccino anti Covid nella città di Mnihlam, nel governatorato di Ariana, a nord di Tunisi, ben 121 giorni dopo l’inizio della campagna vaccinale. Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute, il numero delle persone che hanno ricevuto la prima dose ha raggiunto poco più di 1,5 milioni, mentre circa 650 mila persone hanno completato il ciclo vaccinale: appena il 5 per cento della popolazione. Va rimarcato, inoltre, che la vaccinazione in generale riduce le probabilità di contagio, ma non le esclude del tutto: scopo della campagna è quello di immunizzare dalla Covid-19, cioè la grave mattia causata dal Sars-CoV-2, e non dall’agente patogeno in sé.

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