Turchia-Grecia: i ministri degli Esteri litigano in conferenza stampa

Venti minuti di accuse reciproche durante il loro primo incontro dopo oltre un anno

ministri esteri grecia e turchia

I ministri degli Esteri di Grecia e Turchia, Nikos Dendias e Mevlut Cavusoglu, si sono scambiati accuse su una vasta gamma di tematiche e dossier durante la conferenza stampa avvenuta ieri pomeriggio ad Ankara, al termine del loro primo incontro dopo oltre un anno. La conferenza stampa si è aperta con le osservazioni concilianti di Cavusoglu in cui ha elogiato “il dialogo molto positivo” appena tenuto nella capitale turca. Cavusoglu ha affermato di ritenere che le controversie con la Grecia possano essere risolte attraverso un dialogo costruttivo e che nei rapporti tra i due Paesi dovrebbero evitare la logica del “fatto compiuto”. “È nel nostro interesse che le minoranze in entrambi i Paesi vivano in pace, avrà un impatto positivo sulle nostre relazioni”, ha dichiarato il ministro turco. Nel suo intervento Dendias pur sottolineando la positività dell’incontro ha delineato una serie di questioni alla base delle tensioni tra Grecia e Turchia, dalla ricerca del gas naturale nei pressi delle acque territoriali greche al trattamento riservato alla minoranza greco-ortodossa fino all’annosa questione dei migranti. Dendias ha corretto nel suo intervento l’affermazione del ministro degli Esteri turco secondo cui esiste una minoranza turca nella Tracia occidentale. “C’è una minoranza musulmana in Grecia, è riconosciuta dal Trattato di Losanna, questa è l’opinione dello Stato greco”, ha dichiarato Dendias. Il sito web del ministero degli Esteri della Turchia afferma che esiste solo una minoranza musulmana nell’articolo 2 del trattato di Losanna, parte VI, che afferma: “I musulmani stabiliti nella regione ad est della linea di confine stabilita nel 1918 dal Trattato di Bucarest saranno considerati abitanti musulmani della Tracia occidentale”. Parlando di Cipro, Dendias ha dichiarato a Cavusoglu che “l’unica soluzione accettata dall’intera comunità internazionale è la federazione bi-zonale-bi-comunitaria di Cipro”.



Il ministro degli Esteri greco si è espresso anche in merito alla riconversione in moschea della basilica di Santa Sofia che ha suscitato forti critiche da parte della comunità greco-ortodossa turca e tra la comunità internazionale: “Riteniamo che una tale inversione di tendenza sia nell’interesse della Turchia in generale. La Grecia e la Turchia sono destinate dalla geografia a convivere”. Dendias ha anche invitato formalmente il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ad Atene per incontrare il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. Rispondendo alle dichiarazioni di Cavusoglu che aveva definito nel suo intervento la Grecia “un Paese aggressivo”, Dendias ha sottolineato che “la Turchia ha effettuato 400 sorvoli sul territorio greco”. “Mevlüt, non esiste alcuna disposizione che consenta voli sul territorio greco. Se la Turchia vuole entrare nell’Ue, deve accettare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”, ha dichiarato. Affrontando le recenti dichiarazioni della Turchia di voler entrare a far parte dell’Unione europea, Dendias ha affermato che “la Grecia è pronta per iniziare lentamente un’agenda positiva con la Turchia”. “Questo non significa abbandonare il diritto internazionale e le norme europee”, ha continuato il ministro greco aggiungendo che “l’Ue non è una terza parte ma è la nostra famiglia”. “La posizione della Grecia è chiara e questa non è la prima volta che la senti”, ha dichiarato Dendias a Cavusoglu durante un momento particolarmente acceso della conferenza stampa di 35 minuti.

“Se accusi pesantemente il mio Paese e la gente davanti alla stampa, devo essere in grado di rispondere”, ha risposto Cavusoglu. “Se vuoi continuare le nostre tensioni, possiamo”, ha aggiunto. Dendias ha anche espresso sostegno all’offerta della Turchia di aderire all’Unione europea, ma ha affermato che qualsiasi violazione della sovranità della Grecia sarà sanzionata. Cavusoglu ha definito “inaccettabili” le parole di Dendias, con il ministro degli Esteri greco che ha reagito con sorpresa sottolineando che l’impossibilità di ignorare in conferenza stampa quanto avvenuto in questi mesi nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale. La visita di Dendias ad Ankara è la prima di un ministro greco di alto profilo in più di due anni. Le tensioni erano esplose lo scorso anno quando le navi da ricerca turche avevano avviato attività di esplorazione delle riserve di petrolio e gas nelle acque rivendicate dalla Grecia e dal suo stretto alleato Cipro. Altre questioni includono rivendicazioni concorrenti sulle rispettive piattaforme continentali, diritti marittimi, spazio aereo nel Mediterraneo, energia, la questione di Cipro e lo stato di alcune isole del Mar Egeo. La Turchia ha anche accusato la guardia costiera greca di mettere a rischio vite umane bloccando i migranti che cercano di raggiungere le isole greche nelle acque turche, mente dal canto suo la Grecia ha affermato che la Turchia sta facilitando tali attraversamenti in violazione dell’accordo sui rifugiati sottoscritto nel 2016 tra Ankara e l’Unione europea.



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