Turchia, Mustafa Sentop: “Una partnership strategica ci unisce all’Italia”

L'intervista esclusiva di “Agenzia Nova” al presidente della Grande assemblea nazionale turca

La partnership strategica tra Italia e Turchia, le opportunità per gli investitori italiani, l’emigrazione, i rapporti con l’Unione europea, ma anche la crisi in Libia e in Afghanistan, oltre che la lotta al cambiamento climatico. Sono questi i temi principali trattati dal presidente della Grande assemblea nazionale turca, Mustafa Sentop, in un’intervista concessa ad “Agenzia Nova” in occasione della sua partecipazione al G20 dei parlamenti in corso a Roma. “La Turchia e l’Italia sono due Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e quindi si nutrono dello stesso bacino di cultura e civiltà – ha affermato -. Anche oggi l’Italia e la Turchia sono due Paesi amici ed alleati con una partnership strategica”. La Turchia attribuisce “importanza al miglioramento del nostro esistente partenariato strategico e della cooperazione multiforme su questioni bilaterali, regionali e globali e ci impegniamo di sviluppare la cooperazione a livello parlamentare”, ha chiarito Sentop. Ricordando i rapporti molto stretti tra le commissioni Esteri dei rispettivi parlamenti, Sentop ha affermato: “Penso che sarà utile incrementare sempre più questo rapporto. Le assemblee parlamentari sono un’altra piattaforma in cui continuiamo la nostra cooperazione a livello parlamentare. Oltre alle principali assemblee come l’Unione interparlamentare, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e l’Assemblea parlamentare della Nato, i nostri deputati sono in stretta collaborazione con i loro colleghi italiani anche nell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo e nell’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, in cui si trovano principalmente i nostri vicini mediterranei”. I parlamenti di Italia e Turchia sono “anche i mediatori dell’amicizia italo-turca. Abbiamo una rete di relazioni diplomatiche con l’Italia da molti anni. I due Paesi, che si affacciano sul Mediterraneo, hanno molte somiglianze culturali e commerciali”, ha aggiunto Sentop, ricordando anche il ruolo del turismo nella vicinanza tra i due Paesi. Per la Turchia “è possibile far avanzare ulteriormente queste relazioni e il nostro desiderio va in questa direzione”, ha precisato il presidente del parlamento di Ankara.



Sentop: Italia importante partner commerciale

La cooperazione tra Italia e Turchia tocca anche le relazioni commerciali ed economiche. “Prima della pandemia, il nostro volume di scambi bilaterali era di circa 20 miliardi di dollari e l’Italia è un partner importante per noi”, ha spiegato il presidente del parlamento turco nell’intervista ad “Agenzia Nova”. Lo scorso anno, l’Italia si è piazzata prima tra i Paesi stranieri per investimenti diretti in Turchia, con un ammontare di 977 milioni di dollari, ha rivelato il presidente del parlamento turco. “Questa situazione mostra in prima persona le opportunità che la Turchia offre agli investitori italiani”, ha aggiunto Sentop, ricordando che molte delle opportunità fornite prima della pandemia di Covid-19 continueranno a essere fornite agli investitori italiani in futuro, tra queste: “l’esenzione o il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto, l’esenzione dai dazi doganali per macchinari e attrezzature, la riduzione delle tasse su vari articoli, il sostegno statale per l’assicurazione dei dipendenti, l’assegnazione di terreni su cui investire, gli incentivi condizionali per attività dei centri R&D e progettazione, aspettano gli investitori”. Illustrando i vantaggi offerti dal mercato turco, Sentop ha invitato tutti gli investitori italiani a puntare sulla Turchia e beneficiare di questi incentivi. Malgrado la permanenza del Covid-19 a livello globale, “sono già emersi parametri positivi, a dimostrazione del fatto che l’economia tornerà ai vecchi tempi con le misure adottate e l’accelerazione delle vaccinazioni”, ha evidenziato. Secondo i dati ufficiali, “l’economia turca è cresciuta del 7 per cento nel primo trimestre del 2021 e del 21,7 per cento nel secondo trimestre”, facendo della Turchia uno dei “Paesi in più rapida crescita al mondo nella prima metà del 2021”, ha chiarito Sentop. Il presidente del parlamento turco ha spiegato che altri fattori, “come la stabilità politica, la popolazione giovane e dinamica e la forza lavoro qualificata che la Turchia ha avuto negli ultimi anni, hanno attratto molti investitori da tutto il mondo nel nostro Paese, e li stanno ancora attirando”.

Migranti e Libia: il tema delle “persone” tra i pilastri del G20

Sentop ha affrontato anche temi relativi alla situazione migratoria, alla crisi in Libia e in Afghanistan, durante l’intervista concessa ad “Agenzia Nova”. Il tema delle “persone” è uno dei pilastri del G20, tuttavia, per il presidente del parlamento turco sebbene la questione migratoria fosse tra gli argomenti in discussione, non vi è stata “enfasi” su questo fenomeno nella dichiarazione da adottare. Per questo motivo, ha sottolineato Sentop, pensando che una questione così importante dovesse essere inclusa nella dichiarazione, “abbiamo fatto un’annotazione al testo”. Nell’annotazione la Turchia ha affermato che “la comunità internazionale dovrebbe assumersi maggiori responsabilità per la crisi dei rifugiati e che questo onere non può essere lasciato solo ai Paesi vicini”, ha indicato Sentop. Per quanto riguarda la Libia, il presidente del parlamento turco, ha sottolineato che “sin dall’inizio, la Turchia ha sostenuto il processo politico facilitato dalle Nazioni Unite, e guidato dai libici stessi”. “La protezione della sovranità, l’integrità territoriale e l’unità politica della Libia sono la priorità principale della Turchia”, ha aggiunto Sentop, sottolineando che, sulla base di questo principio, “il Governo di unità nazionale (Gun) e il Consiglio di presidenza, costituitisi a seguito del processo politico e ritenuti legittimi dalla comunità internazionale, sono i nostri principali interlocutori e con loro manteniamo contatti regolari”.



Il presidente del parlamento ha indicato, tuttavia, come altri Paesi abbiano deciso “senza senso” di sostenere gli attori della Cirenaica. “In questo processo, sfortunatamente, alcuni Paesi europei hanno dato un supporto senza senso al generale Haftar, che non rappresentava in alcun modo il popolo libico, e in conseguenza di questo sostegno, la guerra è divampata, l’autorità statale non poteva estendersi all’intero Paese e le riforme previste nel campo della sicurezza sono state interrotte”, ha aggiunto. Senza usare mezzi termini, Sentop ha accusato i sostenitori del comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), generale Khalifa Haftar, di essere “i primi responsabili dei profughi” che arrivano in Italia. “Va detto chiaramente che i leader che hanno dato appoggio politico e militare all’illegittimo Haftar, e addirittura lo hanno ospitato nei loro palazzi, sono oggi i primi responsabili dei profughi che giungono nel vostro Paese dalla Libia”, ha affermato Sentop. Illustrando i principi della politica estera della Turchia che si basa sul motto di Ataturk: “Pace in casa, pace nel mondo”, il presidente del parlamento turco ha ribadito che “la priorità è la stabilizzazione della Libia. Questo è importante sia per la Turchia, sia per la stabilità della nostra regione e del mondo”.

In Libia la Turchia sta proseguendo con l’addestramento dei membri della guardia costiera libica affiliati al Governo di unità nazionale. “Essendo il Paese che ospita il maggior numero di rifugiati al mondo, le nostre forze di Guardia costiera hanno una grande esperienza nella lotta alla migrazione irregolare e la condividono con le loro controparti libiche – ha dichiarato Sentop a “Nova” -. Magari tutti i Paesi agissero responsabilmente come facciamo noi e rafforzassero le loro relazioni con il governo legittimo in Libia”. Secondo il presidente del parlamento turco “l’afflusso di mitranti irregolari dalla Libia verso l’Europa sarà impedito solo se il governo di unità nazionale assicurerà l’autorità in tutto il Paese e ne rafforzerà le istituzioni. Inoltre, è essenziale che le istituzioni di sicurezza siano unificate e poste sotto l’autorità dell’amministrazione civile”. Alla luce della situazione attuale, ha proseguito Sentop, per fermare il flusso migratorio dalla Libia, la Turchia e altri Paesi possono “contribuire allo sviluppo delle capacità del Governo di unità nazionale. “Continueremo a sostenere il Governo di unità nazionale e le istituzioni del Paese nel rafforzamento del capacity building”, ha aggiunto. A tal proposito, Sentop ha ricordato che la Turchia “sostiene il completamento del processo elettorale” in Libia, previsto il 24 dicembre. Per raggiungere questo obiettivo, “il Governo di unità nazionale deve poter esercitare i propri poteri senza incontrare ostacoli in tutto il Paese. Ci aspettiamo che tutti i Paesi seguano la questione affinché si completi regolarmente il processo elettorale”, ha precisato Sentop.

Afghanistan: auspicio per un governo inclusivo

Nell’intervista il presidente della Grande assemblea di Turchia è intervenuto anche sulla situazione in Afghanistan, dove i talebani hanno preso il controllo del potere lo scorso 15 agosto, portando “con sé molti punti interrogativi in termini di umanità e politica”. “L’aspettativa della comunità internazionale è l’istituzione di un governo in cui siano rappresentati tutti i diversi segmenti della società e si possano ascoltare voci diverse – ha ricordato -. Fin dall’inizio, la Turchia ha sostenuto l’istituzione di un governo in Afghanistan con un approccio inclusivo; ha affermato che tutti gli afgani dovrebbero provare un senso di appartenenza al governo che dovrà essere insediato”. Attualmente “combattere efficacemente la profonda crisi umanitaria ed economica che l’Afghanistan sta affrontando è una priorità. A questo punto, la comunità internazionale deve mostrare solidarietà al popolo afgano. È inoltre fondamentale che il governo provvisorio agisca con un approccio inclusivo nelle sue azioni per ottenere il sostegno internazionale”, ha proseguito Sentop. Il presidente del parlamento turco ha ricordato che la Mezzaluna rossa turca continua le sue attività di aiuto umanitario di emergenza in Afghanistan. La “Turchia continuerà a sostenere il popolo afgano in futuro come abbiamo fatto in passato”, ha evidenziato. In merito all’afflusso di esodati dall’Afghanistan, Sentop ha evidenziato come si “relativamente comprensibile” che le persone lascino il Paese a causa della crisi umanitaria. “Ciò che conta è come la comunità internazionale, in particolare i Paesi che sono intervenuti in Afghanistan 20 anni fa, gestisca questa situazione. In termini di peso dei rifugiati, la Turchia è il Paese che si sta assumendo più responsabilità al mondo. Il nostro Paese, che ospita quasi 4 milioni di rifugiati, è stato quello che ha fornito protezione al maggior numero di rifugiati al mondo negli ultimi sette anni”, ha evidenziato. A tal proposito, “uno dei motivi più importanti della nostra presenza militare in Siria, dopo il 2016, è stato quello di prevenire la migrazione irregolare stabilendo un ambiente di sicurezza, oltre a prevenire lo stabilirsi di un corridoio per il terrore. Ora, l’ondata migratoria proveniente dalla linea Afghanistan-Iran deve essere tenuta sotto controllo”.

In questo senso, Sentop ha chiarito che la Turchia “ha attuato una politica migratoria umanitaria fin dall’inizio, ma ciò non significa che la Turchia prenderà in carico una nuova ondata migratoria”. Sempre sul tema dei migranti, “finora i Paesi della regione si sono assunti in modo sproporzionato l’onere della migrazione irregolare derivante dalle crisi delle regioni limitrofe, da adesso in poi è necessario l’arrivo del contributo diretto dei paesi dell’Ue per questa crisi umanitaria. Perché la situazione attuale ha già da molto superato la soglia”, ha affermato Sentop, osservando che i Paesi europei non possono più evitare il problema “semplicemente nascondendo la testa sotto la sabbia”. Secondo Sentop, “il problema delle migrazioni non è solo un problema di dimensioni economiche e sociali. Gli effetti profondi delle migrazioni sulla politica si fanno sentire anche nei Paesi europei. I flussi migratori irregolari, in particolare dal Medio Oriente e dal Nord Africa verso l’Europa, provocano un aumento della discriminazione, della xenofobia e dell’islamofobia. Questa situazione è sfruttata dai partiti di estrema destra e populisti in un modo che minaccia il funzionamento democratico e libertario dei Paesi”. In questo contesto, “l’accoglienza da parte della Turchia di milioni di immigrati allevia la pressione dell’immigrazione verso l’Europa e fornisce un chiaro contributo alle democrazie europee dove la politica si sta spostando sempre più verso l’estrema destra a causa del sentimento anti-immigrazione”, ha aggiunto il presidente del parlamento turco, chiarendo che “la migrazione incontrollata avrà conseguenze che influenzeranno non solo la rotta migratoria, ma nel lungo periodo anche le regioni e gli equilibri globali. Per questo motivo, al fine di prevenire la migrazione, dovrebbero esserne esaminate le cause nel modo migliore e dovrebbero essere proposte soluzioni legali internazionali”.

Cambiamento climatico: dossier chiave con cui confrontarsi

In conclusione dell’intervista concessa ad “Agenzia Nova”, il presidente del parlamento turco Sentop ha parlato anche del cambiamento climatico, “uno dei temi più scottanti del nostro tempo e necessita di una soluzione urgente”. Anche la Turchia, ha affermato, “sta facendo la sua parte nella lotta al cambiamento climatico, che ha conseguenze devastanti per il futuro del nostro pianeta”. A tal proposito ha ricordato che proprio ieri, 6 ottobre, il parlamento turco ha ratificato l’Accordo di Parigi, sebbene vi siano state “obiezioni e riserve riguardo alle ingiustizie legate agli obblighi connessi con l’Accordo”. La Turchia farà parte dell’Accordo di Parigi, “che è il più importante accordo sul cambiamento climatico. Vorrei anche sottolineare quanto segue: la Turchia stava già adempiendo ai propri impegni nell’ambito dell’accordo anche prima dell’approvazione”, ha affermato Sentop. Ankara ha attuato piani nazionali per il cambiamento climatico e “abbiamo predisposto e attivato il piano d’azione necessario per l’armonizzazione con il Green Deal dell’Unione Europea. Siamo noi che dobbiamo fare tutto questo. Perché, come sapete, il Bacino del Mediterraneo, in cui si trovano i nostri Paesi, è una delle regioni più sensibili del mondo al cambiamento climatico globale”.

Il presidente del parlamento turco ha ricordato poi come la Turchia sia stata una delle nazioni a essere colpita da incendi boschivi acuiti dall’emergenza climatica. “Nella nostra antica civiltà, c’è la convinzione che anche l’ambiente abbia una vita e un’anima. Consideriamo l’ambiente come una ricchezza in affido con la responsabilità di consegnarlo alle generazioni future. In questo senso, proteggere, migliorare e sostenere l’ambiente è sia un nostro dovere di coscienza che di cittadinanza”, ha aggiunto. Partendo da questo sfondo tradizionale, “la Turchia adotterà tutte le misure necessarie nell’ambito della lotta ai cambiamenti climatici. Ridurre al minimo le emissioni di carbonio, raggiungere l’obiettivo nel 2050 e persino diventare un paese esemplare in questa direzione è l’obiettivo principale della Grande assemblea nazionale della Turchia. Le nostre istituzioni competenti continuano il loro meticoloso lavoro seguendo gli sviluppi attuali momento per momento”, ha concluso Sentop.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su FacebookTwitterLinkedInInstagram, Telegram