Tutto pronto ad Algeri per la storica visita del presidente Mattarella

L'ultimo capo dello Stato a recarsi in Algeria era stato Carlo Azeglio Ciampi 18 anni fa

mattarella algeria

Prende il via domani mattina la storica visita in Algeria del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, primo capo di Stato europeo a recarsi ad Algeri dall’insediamento alla presidenza algerina il 19 dicembre 2019 di Abdelmadjid Tebboune, già primo ministro ai tempi dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika. Una visita di Stato che durerà due giorni e che prevede due tappe principali: una ad Algeri, capitale e porto più importante del Paese, con circa 4 milioni di abitanti; e l’altra ad Annaba, l’antica Hippo Regius, terra di origine di sant’Agostino oggi importante polo industriale della nazione araba esportatrice di idrocarburi. La delegazione italiana guidata da Mattarella, il quale è assistito tra gli altri dal ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, sarà accolta domani mattina all’aeroporto Algeri – Houari Boumediène dal presidente Tebboune in persona. Dopo la cerimonia di benvenuto con gli onori militari e gli inni nazionali, i due leader avranno un primo colloqui presso la Sala Vip dell’aeroporto. Il titolare del Quirinale si trasferirà poi al Monumento del martire, sito commemorativo della guerra d’indipendenza algerina, dove deporrà una corona di fiori. In seguito, la delegazione italiana si recherà al Palazzo presidenziale El Mouradia, dove avrà luogo il colloquio tête-à-tête tra i due capi di Stato. Nel contempo, il ministro Di Maio avrà un incontro separato con il ministro degli Esteri algerino, Ramtane Lamarma. A seguire, è prevista la firma di alcuni accordi e con successive dichiarazioni al stampa.



Al termine, il presidente Mattarella si recherà presso la residenza di Stato algerina di Zeralda, ex simbolo del “potere” inaccessibile e distante dalla popolazione algerina, trasformata oggi nel luogo dove vengono ospitati i capi di Stato e di Governo in visita nel Paese, per una colazione privata. Terminata questa prima fase, nel pomeriggio il capo dello Stato italiano terrà nel Salone di Zeralda degli incontri di cortesia con il presidente del Consiglio della Nazione (camera alta), Salah Goudjil, e con il presidente dell’Assemblea popolare nazionale (camera bassa), Ibrahim Boughali. In seguito, Mattarella si trasferirà all’ambasciata d’Italia ad Algeri, nel cuore del quartiere collinare di El Bia, restaurata nel giugno 2021 con l’intitolazione ad Enrico Mattei della nuova sala riunioni grazie alle sponsorizzazioni di Eni e Trevi. Mattarella saluterà quindi il personale diplomatico e delle altre istituzioni italiane in Algeria, nonché alcuni esponenti della collettività italiana. In serata, il presidente si recherà al Palazzo del popolo, ex Palazzo d’estate del governatore, edificio di epoca ottomana la cui realizzazione è stimata tra il 1798 e il 1805, dove sarà accolto dall’omologo Tebboune per una cerimonia di scambio di onorificenze, un pranzo di Stato e un brindisi nelle rispettive lingue nazionali.

La mattina di domenica 9 novembre, la delegazione ufficiale si trasferirà al Giardino Enrico Mattei situato nel quartiere residenziale del municipio di Hydra, non lontano dall’ambasciata d’Italia. In Algeria, ad Enrico Mattei è largamente riconosciuto un altissimo ruolo di sostegno, amicizia e vicinanza durante gli anni della guerra di liberazione nazionale (1954-1962). Infatti, Enrico Mattei ha storicamente sostenuto sia il Fronte di liberazione nazionale sia il Governo provvisorio della Repubblica algerina, al quale ha fornito un apporto significativo all’interno dei negoziati degli Accordi di Evian. Il suo nome evoca anche il numero elevato di studenti algerini, futuri quadri e dirigenti dell’industria petroliera ed energetica, formati su sua iniziativa nelle scuole dell’Eni a San Donato Milanese. L’intitolazione di un luogo pubblico di Algeri a Mattei – una prima in assoluto nel Paese – sancisce l’istituzione di un prestigioso luogo intitolato a un italiano e all’italianità nel cuore della capitale.



Ad accogliere la delegazione italiana al Giardino Enrico Mattei sarà il governatore della Municipalità di Algeri, Youcef Chorfa, e il ministro dei Moudjahidine e degli Aventi diritto, Laid Rebigua. La cerimonia di inaugurazione del Giardino prevede lo scoprimento di una targa commemorativa da parte del capo dello Stato italiano. Nel corso della mattinata, il presidente visiterà anche il Giardino botanico e il Palazzo del Rais – Bastione 23 (ex residenza del Governatore generale dell’Algeria coloniale e prima sede del governo algerino), dove sarà accolto dalla ministra della Cultura e delle Arti, Wafaa Chaalal. La delegazione italiana volerà poi ad Annaba, dove sarà accolta all’aeroporto Rabah Bitat dal primo ministro e ministro delle Finanze “ad interim”, Aymen Benabderrahmane. Il presidente visiterà quindi la Basilica di Sant’Agostino di Ippona, tra i principali monumenti nazionali. La Basilica venne eretta verso la fine del XIX secolo in cima a una collina, nell’area archeologica di Ippona. In precedenza, vi sorgeva il tempio pagano di Baal Hammon, divinità adorata dai numidi e identificata dai romani con il dio Saturno. La Basilica ricalca la cattedrale di Cartagine ed è realizzata in marmo, onice e granito rosa. Una reliquia di Sant’Agostino – originario di Tagaste, l’odierna Soukh Aras, non distante da Annaba – è conservata nel monumento funebre posto nell’abside, che rappresenta il Santo sul letto di morte. Sul versante nord-est della collina si trovano numerose arcate di un acquedotto che, dalla vicina montagna dell’Edough, portava acqua nelle cisterne di Adriano, le quali rimasero a lungo le sole vestigia della città antica prima che venissero effettuati gli scavi.

Nel primo pomeriggio di domenica, la delegazione italiana si recherà presso l’aerea archeologica di Ippona, per una visita e breve sosta con veduta sulla circostante area. Qui ha sede uno dei musei più ricchi dell’Algeria, ospitando più di ventimila pezzi provenienti da siti archeologici adiacenti alla famosa località algerina, che risalgono alla preistoria, ai periodi numide, romano, della dinastia berbera degli Hafsidi, fino ad arrivare all’epoca ottomana e coloniale. Gli splendidi mosaici, in particolare quello raffigurante una scena di caccia, provenienti dal vicino sito archeologico, sono esempi eccezionali di quest’arte che ebbe la maggiore fioritura nei secoli III e IV d.C. Quella al Museo sarà l’ultima tappa prima della fine della visita di Mattarella, con l’arrivo a Roma previsto al tramonto.

La visita vista da Algeri

L’Algeria si appresta a ricevere il presidente 18 anni dopo il viaggio di Carlo Azeglio Ciampi. La prima missione di un capo di Stato europeo dall’insediamento del presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, nel dicembre 2019, avviene in contesto di alta tensione tra l’Algeria e il Marocco.

Ciampi in Algeria

Le autorità algerine, infatti, hanno accusato Rabat della morte di tre camionisti algerini che sarebbero stati uccisi in un bombardano aereo lungo la strada che collega Ouargla (nel sud dell’Algeria) a Nouakchott (la capitale della Mauritania). Ma ad Algeri i preparativi per la visita di Mattarella sono una priorità e il governo intende avviare un importante partenariato con l’Italia. Lo scorso ottobre, durante un incontro con la stampa locale, il presidente algerino Tebboune aveva dichiarato di contare più sull’Italia che sulla Francia, in termini di partenariato economico, data la grande compatibilità esistente tra i due Paesi. L’economia algerina, a detta del capo dello Stato algerino, è molto simile a quella italiana grazia alla moltitudine di piccole e medie imprese che costituiscono la spina dorsale del tessuto industriale del Belpaese. “Tutte le nostre importazioni di prodotti per la trasformazione alimentare provengono dall’Italia, con la Turchia al secondo posto”, aveva detto Tebboune. Il presidente algerino, come detto, riceverà un capo di Stato europeo per la prima volta dalla sua elezione nel dicembre 2019. Eppure, si tratta della terza visita italiana di alto livello in Algeria, dopo la missione dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel gennaio 2020 e i due viaggi del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Secondo gli osservatori algerini, la visita di Stato rientra nel novero delle relazioni strategiche che l’Algeria sta cercando di stringere con partner fidati al di fuori del tradizionale partenariato arabo e africano.

Il professore di Storia contemporanea dell’Università di Tindouf, Barikallah Habib, ha detto ad “Agenzia Nova”, che “la visita del presidente Mattarella in Algeria darà un grande impulso alle relazioni economiche e politiche tra i due Paesi (…), nonché alla grande cooperazione economica e di sicurezza che si sta aprendo tra Algeri e Roma”. Habib ha sottolineato in particolare il “tempismo” di una missione che avviene “mentre l’attuale situazione nel continente africano richiede maggiore saggezza e prudenza”. Secondo Habib, “i dossier che potrebbero essere oggetto di consultazione e cooperazione tra Algeria e Italia saranno principalmente economici e di sicurezza, come la crisi libica e la questione dei gasdotti verso l’Europa, in cui l’Italia gioca un ruolo importante”. Il professore ha menzionato anche altre questioni che saranno al centro dei colloqui, come “la cooperazione diplomatica per rafforzare le relazioni bilaterali, le attuali questioni regionali e internazionali, la situazione nel Sahara occidentale e la situazione in Mali”.

Da parte sua, l’esperto economico e professore di economia all’Università di Algeri, Ishak Kherchi, ha detto ad “Agenzia Nova” che le due parti discuteranno della questione del gas naturale, al fine di garantire l’approvvigionamento degli idrocarburi “alle giuste condizioni”. Kherchi ha indicato che l’Algeria intende rafforzare le sue esportazioni di gas verso l’Italia, dopo la decisione algerina di chiudere il Gasdotto Maghreb-Europa (Gme), che trasportava idrocarburi ai clienti di Spagna e Portogallo attraverso il territorio del Marocco. Per l’economista algerino, l’Italia può giocare un ruolo importante nel trasporto del gasdotto algerino verso altri Paesi europei. Il secondo tema che verrà sollevato, secondo il professor Kherchi, è la cooperazione in campo economico: l’Italia, infatti, potrebbe offrire i suoi buoni uffici all’Algeria per contrastare il mercato nero e l’economia sommersa, una questione è considerata prioritaria per il Paese nordafricano.

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