Ue: i punti salienti della Bussola strategica

"Agenzia Nova" ha visionato in anteprima la bozza che verrà presentata domani da Josep Borrell

esercito - militari-usa

Una piena operatività della capacità di dispiegamento rapido dell’Unione europea di una forza sino a 5 mila militari entro il 2025; una visione unitaria che rende l’Ue un “fornitore di sicurezza” capace di promuovere i propri valori fondamentali e affrontare le minacce e le sfide presenti e future entro il prossimo decennio. Questi i passaggi principali e le novità contenute nella bozza della Bussola strategica dell’Ue, visionata da “Agenzia Nova”, che verrà presentata domani dall’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell. Un documento atteso a livello europeo in funzione dell’autonomia strategica dell’Unione, che è sempre più al centro del dibattito tra gli Stati membri dopo la crisi in Afghanistan. Per questo motivo, nella bozza si sottolinea la necessità di rispondere alle vecchie e nuove minacce, come quelle ibride, in particolare in ambito cyber che saranno affrontate grazie ad un “cassetto degli attrezzi” dedicato. Questo prevede il rafforzamento della sicurezza cibernetica e la capacità di fare deterrenza e contrastare l’interferenza e la manipolazione informativa da parte di attori stranieri. Il punto più importante della Bussola è quello relativo al dispiegamento rapido di una forza di un massimo di 5 mila militari entro il 2025. Sarebbe la prima volta che l’Unione schiera un numero così elevato di forze in un’operazione di questo genere. Inoltre a partire dal 2023, verranno organizzate regolari esercitazioni comunitarie oltre alla definizione di modalità con le quali pianificare e condurre una missione o un’operazione all’interno del quadro dell’Ue.



Il 2025, secondo la bozza, sarà la scadenza per essere “in grado di pianificare e condurre tutte le missioni militari non esecutive e due operazioni esecutive su piccola scala o una su media scala, nonché esercitazioni dal vivo. Entro il 2030, questa capacità si estenderà alla pianificazione e alla conduzione di ulteriori missioni non esecutive e operazioni esecutive”. In questo contesto, la Bussola punta a rafforzare le missioni di politica di sicurezza e di difesa comune le coalizioni ad hoc guidate dall’Europa. “Entro la fine del 2022, come primo passo, stabiliremo collegamenti operativi tra Eutm Mali e la Task Force Takuba, nonché Eunavfor Atalanta e la missione europea di sensibilizzazione marittima nello stretto di Hormuz”, proprio per migliorare l’interoperabilità fra missioni che operano in teatri adiacenti fra loro. Entro il prossimo anno, invece, verrà esteso “il concetto di Presenze marittime coordinate ad altre aree di interesse, a cominciare dall’Indo-Pacifico”, area divenuta di cruciale interessa anche alla luce dell’alleanza Aukus siglata da Australia, Regno Unito e Stati Uniti. Il 2023, invece, sarà la deadline anche per concordare il concetto militare per le operazioni di sicurezza aerea e rendere possibile “dispiegare una missione civile di 200 esperti.

Atro obiettivo riguarda il rafforzamento della “capacità di soccorrere ed evacuare i cittadini in pericolo al di là dei confini dell’Ue”. Entro il 2025 la Single Intelligence Analysis Capacity rivedrà l’analisi delle minacce Ue in collaborazione con i servizi di intelligence nazionali. Aggiornamenti analoghi dovranno svolgersi con regolarità e almeno una vola ogni cinque anni. Dinanzi alla sfida delle minacce ibride, della diplomazia cibernetica e della disinformazione e manipolazione di attori stranieri, entro il 2022 l’Ue intende sviluppare un “Eu Hybrid Toolbox” unendo strumenti esistenti e ancora da introdurre. Questo “cassetto degli attrezzi” includerà la creazione di squadre di risposta rapida a sostegno degli Stati membri e di Paesi partner. Entro la fine del 2022 verrà potenziato anche il “Cyber Diplomacy Toolbox”. Sempre l’anno prossimo è prevista anche la creazione di un “Foreign Information Manipulation and Interference Toolbox” per promuovere la capacità di reazione contro gli autori di questo tipo di iniziative. Entro il 2023 esso includerà un meccanismo per raccogliere sistematicamente dati su questi attacchi.



Inoltre nel documento si sottolinea la necessità di approfondire la cooperazione con i partner, come ad esempio gli Stati Uniti, e costruire nuove alleanze in materia di sicurezza e difesa, per contrastare le minacce ibride come la disinformazione e gli attacchi informatici. In ambito multilaterale, dal prossimo anno il documento mira ad approfondire “ulteriormente il dialogo politico e la cooperazione con la Nato, in settori quali le tecnologie emergenti e dirompenti, il clima e la difesa, la resilienza e in particolare la lotta alle minacce ibride, la sicurezza spaziale e marittima”. Sempre a partire dal 2022, verrà attuata una “nuova serie congiunta di priorità per la cooperazione Ue-Onu”, migliorando “ulteriormente lo scambio di informazioni, anche con la fornitura di immagini satellitari attraverso il Centro satellitare dell’Ue. Intensificheremo inoltre la cooperazione trilaterale fra Ue, Unione africana e Onu. prossimo anno, inoltre, si punta a organizzare “il primo Forum biennale sui partenariati per la sicurezza e la difesa a Bruxelles che riunirà partner multilaterali, regionali e bilaterali su invito dell’Alto rappresentante”. Spazio anche alle partnership con altre organizzazioni transnazionali fra cui la sopracitata “Unione africana, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) in settori quali la prevenzione dei conflitti, la consapevolezza situazionale condivisa e la resilienza”.

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