Una dose di vaccino “vale doppio” nei soggetti che hanno avuto il Covid

Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista specializzata "Nature Medicine"

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Le persone guarite dal Covid-19 ottengono da una sola dose di vaccino una risposta immunitaria forte tanto quanto quella sviluppata dalla popolazione sana dopo aver ricevuto due dosi. Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista specializzata “Nature Medicine”, che conferma in parte quanto stabilito da ricerche precedenti.



“In generale, abbiamo scoperto che gli individui precedentemente infettati dal Sars-CoV-2 hanno sviluppato dopo una singola dose del vaccino mRna BNT162b2 (il preparato di Pfizer-BioNTech) risposte anticorpali simili alle risposte immunitarie osservate dopo due dosi somministrate a individui che non erano stati contagiati dal virus“, hanno spiegato la dottoressa Susan Cheng del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles e gli altri ricercatori nel loro report finale sullo studio. Cheng ha puntualizzato che i risultati sostengono la tesi secondo cui le persone che sanno di essere state infettate possono “cavarsela” con una sola dose di vaccino, allungando potenzialmente l’offerta di immunizzante garantendo a più persone di ricevere il vaccino in tempi rapidi.

“Questo approccio potrebbe massimizzare la portata di una fornitura limitata di vaccini, consentendo potenzialmente a milioni di persone in più di essere vaccinate”, ha spiegato Cheng in una dichiarazione ufficiale. “Nel complesso, gli individui guariti dal Covid-19 hanno sviluppato dopo una singola dose di vaccino una risposta anticorpale paragonabile a quella osservata dopo un ciclo di vaccinazione a due dosi su individui senza precedenti infezioni da Covid“, ha aggiunto la patologa Kimia Sobhani, membro del team che ha realizzato lo studio. Il gruppo di ricercatori ha testato più di mille operatori sanitari vaccinati con il preparato di Pfizer- BioNTech. Hanno misurato i livelli di anticorpi da sette a 21 giorni dopo la prima dose e da sette a 21 giorni dopo la seconda dose.



Questo approccio, però, non gode del sostegno dei funzionari della sanità federale, secondo i quali gli studi dimostrano la necessità di due dosi di vaccino per una protezione ottimale, indipendentemente dal fatto che siano state già infettate o meno.

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