Usa-Colombia: Washington revoca la designazione delle Farc come organizzazione terroristica straniera

Una decisione presa con l'obiettivo dichiarato di agevolare il lavoro dei funzionari statunitensi che collaborano con gli ex combattenti ora impegnati in compiti di politica

Gli Stati Uniti hanno revocato la qualifica di “organizzazione terroristica straniera” alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Una decisione presa con l’obiettivo dichiarato di agevolare il lavoro dei funzionari statunitensi che collaborano con gli ex combattenti ora impegnati in compiti di politica. La misura, notificata al Congresso ai primi di novembre, è stata annunciata oggi dal segretario di Stato Antony Blinken, secondo il quale la rimozione dalla lista nera renderebbe più agevole per Washington sostenere l’attuazione dell’accordo di pace, di cui è stato celebrato di recente il quinto anniversario. “La decisione di revocare la designazione non cambia la posizione per quanto riguarda eventuali accuse o potenziali accuse negli Stati Uniti contro i leader delle ex Farc, anche per narcotraffico”, ha dichiarato Blinken in una nota.



Rodrigo Londono, un ex leader delle Farc noto con il nome di battaglia Timochenko, ha accolto con favore l’annuncio degli Stati Uniti. “È un riconoscimento del nostro impegno per la pace e del nostro rigoroso rispetto di quanto concordato nell’accordo di pace”, ha scritto su Twitter. Gli Stati Uniti avevano ufficialmente designato le Farc come organizzazione “terroristica straniera” nel 1997. La revoca della designazione permetterà nei fatti all’amministrazione del presidente Joe Biden di sostenere programmi che coinvolgono ex combattenti del gruppo, fra i quali spiccano quelli per la rimozione di mine antiuomo e per la riconversione dei mercati illegali.

Il 24 novembre del 2016 il governo colombiano del presidente Juan Manuel Santos e l’ex guerriglia delle Farc firmavano l’accordo che metteva fine a una guerra interna durata oltre 50 anni. Avviati ufficialmente nel settembre del 2012, i negoziati hanno in primo luogo portato al disarmo dei ribelli e reso possibile la partecipazione dell’organizzazione alla vita politica del paese. Consegnate le armi a una missione delle Nazioni Unite, gli ex guerriglieri si sono radunati in campi di raccolta allestiti dal governo per ricevere una prima assistenza e poter essere identificati prima di abbandonare definitivamente la selva – per decenni loro teatro d’azione – e rientrare nella vita civile. Grazie agli accordi, l’ex guerriglia ha potuto organizzarsi in un partito politico. Alla fine di agosto si è celebrato il congresso fondativo del partito Fuerza Alternativa Revolucionaria del Comun (Farc – Forza alternativa rivoluzionaria del comune), poi cambiato in Comunes.



Il trattato di pace garantisce alla nuova formazione politica la possibilità di presentare le sue liste alle elezioni e, per le prossime due legislature, di avere comunque assicurati cinque seggi alla Camera dei rappresentanti e cinque al Senato. L’attuale trattato di pace sostituisce quello bocciato dall’elettorato colombiano in un plebiscito convocato all’inizio di ottobre del 2016. I “no” ottennero poco più del 50 per cento dei voti e il testo fu sottoposto a una revisione che tenesse in conto le obiezioni dei contrari all’accordo, un fronte in cui tuttora spicca il nome dell’ex presidente Alvaro Uribe Velez. Prima di rituffarsi nelle trattative, nel dicembre del 2016, Santos veniva insignito del premio Nobel per la pace, riconoscimento agli sforzi comunque intrapresi per tentare una svolta storica nel paese. Il testo frutto della nuova mediazione non fu sottoposto a plebiscito, spiegava il governo, per evitare che una spaccatura nel Paese potesse produrre danni maggiori dei benefici legati alla fine del conflitto.

Il testo veniva quindi definitivamente ratificato il 29 e 30 novembre, da Senato e Camera. Di ispirazione marxista, le Farc sono state a lungo la principale organizzazione ribelle della Colombia. Le azioni terroristiche portate avanti nei decenni si sono spesso intrecciate con le azioni delle potenti reti del narcotraffico che imperversano nel Paese. La sigla è stata inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere del Dipartimento di Stato Usa e in quella dell’Unione europea fino a settembre del 2016. Dal 2011 il gruppo è guidato da Rodrigo Londono Echeverri, conosciuto con il nomignolo di “Timochenko”. Questi è anche il massimo dirigente delle nuove Farc.

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