Usa: gruppo bipartisan di senatori propone legge contro lo strapotere dei giganti digitali

L'iniziativa denota un crescente sforzo da parte del Congresso per tenere a freno i giganti della Silicon Valley

Un gruppo bipartisan di senatori statunitensi prevede di portare in aula un disegno di legge che andrebbe a impedire ai colossi della tecnologia Usa di utilizzare il loro strapotere a scapito dei rivali più piccoli sul mercato. Lo scrive il quotidiano “Washington Post”, precisando che l’iniziativa denota un crescente sforzo da parte del Congresso per tenere a freno i giganti della Silicon Valley. La senatrice Amy Klobuchar, democratica del Minnesota e presidente della sottocommissione Antitrust della commissione giudiziaria del Senato, e il senatore Charles E. Grassley dell’Iowa, repubblicano di spicco della medesima commissione, hanno annunciato che introdurranno una legislazione all’inizio della prossima settimana che renderà illegale per Amazon, Apple, Facebook e Google utilizzare la tecnica della “auto-preferenza”, la pratica dei giganti della tecnologia di dare ai propri prodotti e servizi una spinta maggiore rispetto a quelli dei rivali sulle loro piattaforme.



Il disegno di legge metterebbe effettivamente al bando una serie di comportamenti che i senatori descrivono come anticoncorrenziali, come Amazon che assorbe i dati dai venditori sulla sua piattaforma per poi copiarne i prodotti o Google che dà la priorità ai propri servizi rispetto ai rivali nei risultati di ricerca. Klobuchar ha affermato in un’intervista che il disegno di legge riflette una crescente consapevolezza che le leggi sulla concorrenza, come lo Sherman Act del 1890 – che vieta gli accordi anticoncorrenziali e i tentativi di monopolizzare i mercati – devono essere aggiornate per l’era digitale. “Se ci fosse stato Internet quando il senatore Sherman rappresentava l’Ohio al Senato, forse sarebbe stato incluso”, ha affermato la senatrice in riferimento a John Sherman, il legislatore statunitense che diede il nome alla storica legge antitrust. Lo scopo della legislazione era quello di impedire che si formassero grandi concentrazioni industriali in grado di condizionare il libero mercato. In quel caso il principale obiettivo dell’amministrazione Usa riguardava il sistema ferroviario e i settori produttivi ad esso contigui. Oggi nel mirino delle autorità ci sono soprattutto i colossi tecnologici, detti anche “Big Tech”, come Google, Twitter e Facebook, ma anche giganti del settore alimentare e delle infrastrutture.

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