Usa: repubblicano Nunes lascerà la carica di deputato per diventare ad di “Truth”

Nunes, eletto per la prima volta al Congresso nel 2002 all'età di 30 anni, è stato rieletto l'anno scorso per un decimo mandato

Devin Nunes

Il deputato repubblicano Devin Nunes lascerà la sua carica alla Camera dei rappresentanti dello Stato della California per diventare amministratore delegato del nuovo social media “Truth” voluto dall’ex presidente Donald Trump. Ne dà notizia la Trump Media & Technology Group (Tmgt), che con la Digital World Acquisition Corp (Dwac) darà vita alla start-up, precisando che il deputato interromperà il suo mandato alla fine del mese prima di diventare ad di Tmgt a gennaio. Nunes, eletto per la prima volta al Congresso nel 2002 all’età di 30 anni, è stato rieletto l’anno scorso per un decimo mandato, che si sarebbe dovuto concludere nel gennaio 2023. In un articolo dedicato alla sua figura, il “Washington Post” ricorda che Nunes è noto in particolare per essere stato uno strenuo difensore di Trump e che nel 2020 ha realizzato una delle più proficue raccolte fondi per il Partito repubblicano, riuscendo a raccogliere 26,8 milioni di dollari per l’allora presidente uscente e candidato.



In base alla legge elettorale della California, il governatore Gavin Newsom dovrà indire elezioni speciali entro 14 giorni dalla partenza di Nunes, mentre le primarie dovranno svolgersi 18-20 settimane dopo. A quel punto i due vincitori delle primarie andranno ad elezioni generali, lasciando probabilmente il seggio di Nunes vacante fino ad estate inoltrata. Commentando la decisione, il leader della minoranza alla Camera Kevin McCarthy, repubblicano, ha sostenuto che la partenza di Nunes “lascia un vuoto in questa istituzione”, definendolo la persona più preparata “a competere testa a testa e guidare un’alternativa al grande cartello della tecnologia e dei media”. Nel 2019 Nunes intentò una causa per diffamazione contro Twitter.

Spinta dalle notizie di una promessa di corposi investimenti, la Securities and Exchange Commission (Sec) di Wall Street ha tuttavia chiesto alle due società che danno vita alla start-up dell’ex presidente – la Trump Media & Technology Group (Tmgt) e la Digital World Acquisition Corp (Dwac) – informazioni riguardanti le attività del Consiglio di amministrazione, dei finanziatori e delle rispettive politiche commerciali. La richiesta di chiarimenti, accompagnata anche dall’agenzia privata Financial Industry Regulatory Authority, punta a fare luce sulle notizie, diffuse dalle due società, di possibili investimenti da circa 1,4 miliardi di dollari per finanziare il lancio di “Truth social”, già da inizio 2022. La somma verrebbe ad aggiungersi ai 293 milioni di dollari raccolti a settembre scorso con un’Offerta pubblica iniziale (Ipo) da Digital Word. L’annuncio del prossimo lancio di “Truth Social” arriva dopo che l’ex presidente è stato bandito da Twitter, Facebook e Youtube a causa dei contenuti legati all’assalto del Congresso messo in atto a gennaio scorso dai suoi sostenitori più estremisti, nel tentativo di impedire la proclamazione di Joe Biden come nuovo presidente.



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