Usa: un gruppo hacker viola il sistema di posta elettronica dell’Fbi

Inviate decine di migliaia di email da un account dei federali avvertendo di un possibile attacco informatico

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Un gruppo di hacker ha compromesso il sistema di posta elettronica esterno dell’Fbi. Secondo quanto riferito da Spamhaus Project, un’organizzazione non governativa che tiene traccia dello spam e di minacce informatiche, gli hacker hanno inviato decine di migliaia di email da un account dei federali avvertendo di un possibile attacco informatico L’Fbi ha fatto sapere che, insieme alla Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, è “a conoscenza dell’incidente di questa mattina relativo alle centinaia di e-mail false partite da un account di posta elettronica @ic.fbi.gov”. “Quest’indagine è ancora in corso e non siamo in grado di fornire ulteriori informazioni in questo momento”, ha affermato l’Fbi in una nota. L’agenzia per la sicurezza statunitense ha più sistemi di posta elettronica e quello che sembra essere stato violato viene utilizzato da agenti e dipendenti amministrativi possono utilizzare per inviare email al pubblico, secondo Austin Berglas, direttore dei servizi professionali presso la società di sicurezza informatica BlueVoyant. Di conseguenza non sarebbe il sistema di email classificata a essere stato compromesso.



Fbi nel mirino, 100 mila email all’agenzia di sicurezza

Gli attacchi sono iniziati intorno alla mezzanotte fra venerdì e sabato a New York con una seconda offensiva a partire dalle 2 del mattino, secondo Spamhaus. L’organizzazione non profit ha affermato di stimare che i messaggi di spam alla fine abbiano raggiunto almeno 100 mila caselle di posta. I messaggi erano tutti firmati dal dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti e avvertiva i destinatari del fatto che l’autore della minaccia sembrava essere l’esperto di sicurezza informatica Vinny Troia, che l’anno scorso ha condotto un’indagine sul gruppo di hacker The Dark Overlord. Secondo Spamhaus non c’era alcun malware allegato alle e-mail. Il gruppo ha ipotizzato che gli hacker potessero aver tentato di diffamare Troia o che tessero organizzando un attacco volto a creare fastidi all’Fbi, inondando il Bureau di chiamate.

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