Vaccini, Figliuolo: “In arrivo 3 milioni di dosi”

Le dosi, spiega il commissario all'emergenza Covid, verranno consegnate tra il 20 e il 24 maggio

Sono circa 3 milioni i vaccini che verranno consegnati tra il 20 e il 24 maggio alle Regioni e Province autonome. Le dosi riguarderanno tutte le linee vaccinali: Pfizer, Vaxzevria, Moderna e Jannsen. Le dosi del vaccino Pfizer, verranno come di consueto distribuite direttamente alle strutture sanitarie designate dalle Regioni e Province autonome, mentre le restanti raggiungeranno l’hub nazionale vaccini della Difesa, ubicato all’interno dell’aeroporto militare di Pratica di Mare per poi essere consegnate con vettori della Difesa e di Poste Italiane (Sda), con la scorta fornita da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Lo rende noto la struttura commissariale per l’emergenza Covid, guidata dal generale Francesco Figliuolo.



I due vaccini a m-Rna, Pfizer e Moderna, “possono essere dilazionati fino a 42 giorni”. A confermarlo è il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Nicola Magrini, durante l’audizione in commissione Igiene e sanità del Senato, sulle modalità di somministrazione dei vaccini anti Covid a m-Rna. “Gli studi consentono questa sicurezza. Fare più avanti nel tempo la seconda dose ha dimostrato una buona risposta immunitaria“, ha precisato il direttore generale. A primavera inoltrata “abbiamo più di un terzo della popolazione già vaccinata. Sono stati fatti progressi scientifici straordinari“, rispetto alle stime di un anno fa. La lenta crescita della capacità vaccinale “è principalmente legata alla quantità di vaccini disponibili. La scelta inglese di vaccinare tutti con la prima dose sembra aver pagato di più”, ha puntualizzato Magrini, che ha evidenziato come la decisione di posporre la seconda dose AstraZeneca a 12 settimane “deriva da studi inglesi che mostravano una migliore risposta ritardando la seconda dose”. Il direttore generale dell’Aifa ha quindi citato uno studio inglese su 1.200 pazienti, che ha mostrato una “eccellente risposta immunitaria al vaccino Pfizer somministrato a 12 settimane, in particolare negli anziani“.

Alle audizioni è intervenuto anche il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico (Cts), Franco Locatelli, che ha annunciato che la terza dose “deve essere ragionevolmente fatta“. Sui tempi di somministrazione, “c’è incertezza perché i tempi di osservazione sono ancora limitati. Per almeno dieci mesi dovrebbe mantenersi una capacità protettiva adeguata”, ha precisato Locatelli, sottolineando al contempo come il Comitato tecnico-scientifico (Cts) abbia ritenuto di “raccomandare un prolungamento nella somministrazione della seconda dose nella sesta settimana“. Questo in ragione del fatto che “la prima dose conferisce un’efficacia rispetto alle patologie gravi dell’80 per cento”, ha puntualizzato il coordinatore del Cts.



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