Vaccini: somministrazione delle prime dosi in crescita, 69 mila nella giornata di venerdì

Per la struttura commissariale all'emergenza, la campagna vaccinale prosegue positivamente

vaccini terza dose

Prosegue positivamente la campagna vaccinale: secondo il primo aggiornamento di stamattina, sono già 69 mila circa le prime somministrazioni effettuate venerdì 15, data di entrata in vigore dell’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro. Lo riferisce la struttura commissariale per l’emergenza sanitaria, secondo cui confrontando il dato giornaliero con quello di venerdì scorso, quando le prime dosi avevano raggiunto quota 58.661, si registra un differenziale di oltre diecimila somministrazioni. Il numero totale di persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino ha superato quota 46 milioni, dato pari all’85,41 per cento della platea vaccinabile, costituita dagli over 12. I vaccinati completi (con due dosi) sono invece 43,74 milioni, pari a circa l’81 per cento della platea. Il numero totale di somministrazioni – secondo l’aggiornamento di stamattina – ha superato 87,3 milioni.



L’indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici di Covid, nel periodo 22 settembre – 5 ottobre 2021, è stato pari a 0,85 (range 0,82 – 0,87), al di sotto della soglia epidemica e in leggero aumento rispetto alla settimana precedente. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è pari a Rt=0,83 (0,78-0,88). E’ quanto emerso dal monitoraggio Iss-ministero della Salute all’esame della cabina di regia. Il nostro Paese è in una situazione di “lento e progressivo miglioramento” per quel che riguarda la pandemia. Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel corso della conferenza stampa sull’andamento epidemiologico del Paese. In Italia, ha aggiunto, “c’è una decrescita” dei contagi ma “rimane comunque nell’Unione europea una parte dei Paesi in cui la circolazione del virus è molto intensa, come i ricoveri”. Dunque “in Italia c’è un’incidenza fra le più contenute a livello europeo”, ha ricordato sottolineando come l’età mediana dei nuovi casi “è stabile, poco sotto i 40 anni ed in tutte e fasce di età il numero dei contagi è in decrescita”. I dati dicono che “siamo sotto la soglia epidemica e questo conferma la decrescita dei numeri dei contagi” ha aggiunto.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 3,8 per cento (rilevazione giornaliera ministero della Salute). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale diminuisce al 4,3 per cento.



Sono 3 le Regioni/Province autonome che risultano classificate a rischio Covid moderato, secondo il dm del 30 aprile 2020. Si tratta di Marche, Molise e Valle D’Aosta. Le restanti Regioni/Province autonome risultano classificate a rischio basso.

“Per ora non abbiamo particolari segnali di allarme” rispetto all’aumento dei contagi nelle scuole, ha precisato il direttore dei dipartimento Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. “Stiamo monitorando con molta attenzione l’evoluzione epidemiologica. Speriamo che continui così ma dobbiamo continuare a monitorare la situazione”, ha spiegato.

E’ in diminuzione il numero di nuovi casi di Covid non associati a catene di trasmissione (4.551 vs 5.903 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34 per cento vs 33 per cento la scorsa settimana). È stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (47 per cento vs 47 per cento). Diminuisce la percentuale di casi diagnosticata attraverso attività di screening (19 per cento vs 21 per cento).

La variante delta continua a rappresentare la quasi totalità dei casi in Italia.  “Questa variante – si legge nella nota dell’Iss – è anche dominante nell’intera Unione Europea ed è associata ad una maggiore trasmissibilità. È opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale”. “Una più elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti”, sottolinea l’Iss.

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