Vaia (Spallanzani): “Trovare un equilibrio e vaccinare tutti, cercando di aiutare le persone”

Il direttore sanitario dell'Inmi: "La sanità pubblica deve aiutare il cittadino"

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“Il tema della settimana? Un popolo di: oggi indovini e profeti. Com’è difficile ricercare e soprattutto trovare equilibrio. Come un pendolo oscilliamo da una parte all’altra abbandonandoci al più sfrenato ed incontrollato ottimismo o alle previsioni più oscure e depressive, orientati dai nostri guru di riferimento. È il migliore! É il più bravo! Non ne sbaglia una! È pessimo! Non si può sentire! Spesso ci abbandoniamo a questi giudizi secchi, che non ammettono repliche. Ed il grande circo Barnum che abbiamo messo in piedi alimenta il tutto. Proviamo ad essere più semplicemente ed umilmente utili?”. Così in un post Facebook il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani Francesco Vaia. “Allora, proviamoci: continuiamo a vaccinare tutti, cercando di aiutare le persone. Non servono, anzi sono dannosi, atteggiamenti del tipo: organizzati bene e poi potrai partire. É scontato e chiunque di noi lo fa senza che ciò venga utilizzato come strumento di pressione o di paura. Non ne abbiamo bisogno”.



Vaia: favorire la vaccinazione di massa

“La sanità pubblica deve aiutare il cittadino, venirgli incontro, essere veramente di prossimità – sottolinea Vaia -. Quindi hub vaccinali e centri per effettuare tamponi ovunque possibili e ovviamente gratuiti, nei luoghi di vacanza, negli aeroporti, negli stadi, per le manifestazioni culturali, sportive e per i concerti. Vogliamo o no favorire la vaccinazione di massa che ci porterà alla immunità? Creare bolle negative nelle quali é difficile se non impossibile contagiarsi e contagiare? E, quindi, avanti con generosità. Incentiviamo le terapie innovative, la somministrazione degli anticorpi monoclonali, anzitutto. Oggi in ambulatori ospedalieri, domani sempre più a domicilio. Potenziamo il territorio. É il momento – prosegue il direttore sanitario dello Spallanzani -. Portiamo la sanità di qualità a casa del Paziente. Rivediamo le priorità urbane e i tempi delle città, aprendo sempre di più, adeguando gli orari, possibilmente sulle 24 ore. Curiamo con maggiore attenzione i parchi, gli spazi della socialità, i trasporti, le scuole”.

“Superiamo i tanti conflitti e interessi, sia generazionali che politici. Non abbiamo bisogno in questo tempo di ulteriori tensioni quanto di generosa coesione e condivisione reale del progetto comune di sconfiggere il virus – aggiunge Vaia -. Ci siamo, siamo vicini all’obiettivo ma abbiamo bisogno di accompagnare questo momento delicato e cruciale con azioni concrete e non con politiche divisive. Sospendiamo per un tempo determinato la logica del brevetto, senza penalizzare i detentori della proprietà intellettuale ma consentendo a tutti di produrre vaccini e di renderli finalmente disponibili per ciascuno, senza limitazioni di dosi che ci costringono a non garantire il diritto di tutti a vaccinarsi. E, sopratutto, smettiamo, tutti, il ruolo di indovini e dedichiamoci nella quotidianità, in umiltà al nostro lavoro – conclude il direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani -. Ne usciremo. Siamo un grande Paese e lo dimostreremo”.



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