Vaticano, fonti vicine al Papa: “Il Santo Padre non ha inteso riabilitare il cardinale Becciu”

La sua era solo “una visita pastorale”. Francesco “rammaricato” per le “strumentalizzazioni mediatiche”

Cattolica papa francesco

La visita che Papa Francesco ha reso a casa del cardinale Giovanni Angelo Becciu non è stata una “riabilitazione” dell’ex Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, ma “un atto di misericordia” che ha dato adito a “strumentalizzazioni mediatiche”. E’ quanto hanno riferito ad “Agenzia Nova” fonti vicine al Santo Padre, precisando che il pontefice “ha telefonato al cardinale Becciu dicendo di voler celebrare insieme a lui la messa in Coena Domini, per mantenere la tradizione che il Santo Padre e il cardinale perpetuavano da molti anni”. Il gesto “pastorale” del Santo Padre “rappresentava esclusivamente un atto di misericordia” nei confronti dell’ex Prefetto.



“Purtroppo però, non appena il Papa ha lasciato la casa privata” di Becciu, il fratello di questi “ha diffuso alla stampa un messaggio teso a trasformare il gesto del Santo Padre in una riabilitazione nelle sue funzioni del cardinale Becciu“. Cosa che Francesco, invece, non ha in alcun modo inteso fare. Il messaggio, intitolato “+++ NOTIZIA BOMBA +++“, con tanto di crocette a indicare un “flash” d’agenzia, recitava: “Oggi alle ore 17:30 Papa Francesco si è recato presso l’appartamento di S. Em. Giovanni Angelo Becciu per celebrare la Santa Messa. Sua Santità e Cardinal Becciu di nuovo insieme, stretti in un abbraccio!

Il gesto del Papa, secondo quanto riferito ad “Agenzia Nova”, è stato invece “un atto di misericordia nei confronti del cardinale che niente ha a che vedere con la riabilitazione o con le decisioni drastiche prese in passato dal Santo Padre, e che rimangono invariate“. Secondo le fonti, anzi, il Pontefice sarebbe “rammaricato delle strumentalizzazioni mediatiche di un suo atto di misericordia”. A quanto appreso da Agenzia Nova, del resto, “entro 40 giorni saranno pronte le conclusioni delle indagini e gli eventuali rinvii a giudizio”.



Il nome di Becciu era stato collegato a due vicende piuttosto scabrose: l’acquisto di un immobile di lusso a Londra, costato 200 milioni alla segreteria di Stato, e lo scandalo scoppiato in relazione alla sua collaboratrice Cecilia Marogna, arrestata dalle autorità vaticane per presunte malversazioni. Il 24 settembre scorso, Papa Francesco ha chiesto le dimissioni di Becciu, concedendogli la possibilità di conservare il titolo cardinalizio, ma privo di ogni incarico nonché del diritto di partecipare ad un eventuale futuro conclave. Una misura di estrema gravità, adottata l’ultima volta nel 1927, quando il gesuita francese Louis Billot fu privato della porpora cardinalizia da papa Pio XI.

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