Venezuela: caso Barinas, la ripetizione del voto rimescola le carte negli schieramenti

A contendersi la guida dello Stato occidentale ci saranno, salvo eventuali sorprese, tre candidati principali

Venezuela

La ripetizione del voto nello Stato venezuelano di Barinas, unico a non avere un governatore dopo le amministrative del 21 novembre, sta rimescolando le carte negli schieramenti di governo e opposizione. A contendersi la guida dello Stato occidentale, patria e bastione politico dell’ex presidente Hugo Chavez, ci saranno, salvo eventuali sorprese, tre candidati principali: Sergio Garrido, ultimo dei candidati governatore scelti dal principale partito delle opposizioni (Mesa de la Unidad democratica), l’ex ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, a nome del governo, e Claudio Fermin in rappresentanza di storici partiti di opposizione (Alleanza democratica), ma la cui dirigenza è stata di recente sostituita dalla magistratura, con nomi non ostili al governo di Nicolas Maduro.



Garrido è dirigente locale del partito Azione democratica (Ad), di cui è membro dal 1983, ed è stato eletto consigliere statale alle elezioni di novembre poi annullate. Il suo nome è stato scelto proprio perché registrato nell’anagrafe del Consiglio nazionale elettorale (Cne), al contrario dei due precedenti candidati messi in lizza: Freddy Superlano e la moglie Aurora Silva. L’aspirante governatore è parte della fazione di Ad tagliata fuori per via giudiziaria, e sta raccogliendo i consensi di forze che in altri Stati non hanno voluto aderire al cartello della Mud (Fuerza vecinal, Movimento al Socialismo, Bandera Roja, Movimiento Por Venezuela, Prociudadanos y Avanzada Progresista). Su di lui, a sorpresa, converge anche Unidad Politica Popular 89, partito di “chavisti” dissidenti.

Arreaza, nome di primo piano della politica nazionale, tenterà di superare la performance di Argenis Chavez, fratello dell’ex presidente Hugo. Pur giocando “in casa”, Barinas è da anni governata da un familiare del “padre della Rivoluzione”, Argenis era stato superato da Freddy Superlano, almeno fino a quando la corte suprema di giustizia non aveva deciso di fermare lo scrutinio e chiedere di indire nuove elezioni. Il candidato di Alleanza democratica, Fermin, avrà con sé l’appoggio dei vertici – filogovernativi – degli storici partiti Azione Democratica e Copei, ma anche di forze minori come El Cambio, Primero Venezuela, Soluciones, Voluntad Popular Activistas e Venezuela Unida.



C’è poi il particolare caso di Adolfo Superlano, stesso cognome di Freddy, candidato della Mud, ma in realtà il firmatario del ricorso che ha portato a invalidare la tornata elettorale. La coalizione che lo candida a governare Barinas – Min Unidad – richiama nel nome quella della più nota coalizione oppositrice, la già citata Mud. Due assonanze che fanno pensare a una scelta per carpire voti dallo schieramento opposto a quello del Psuv. Adolfo Superlano è stato deputato dal 2015 al 2019, considerato uno degli “alacranes” (“scorpioni”), il termine spregiativo con cui vengono definiti gli oppositori che hanno nel tempo deciso di scendere a patti con il governo di Nicolas Maduro “tradendo” la linea di contrapposizione disegnata da Juan Guaidò.

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