Venezuela: fonti stampa, consegnato grande carico di armi proveniente dall’Iran

Lo rivela il settimanale colombiano "Semana" in un servizio nel quale allega copia di documenti interni

Maduro venezuela

La compagnia aerea iraniana Fars Air Qeshm, controllata da Mahan Air, ha consegnato al Venezuela un grande carico di armi, in ripetuti voli atterrati alla base militare di El Libertador, la più grande del Paese. Lo rivela il settimanale colombiano “Semana” in un servizio esclusivo nel quale allega copia di documenti interni e afferma che le agenzie di intelligence colombiane hanno rilevato tra i 12 e i 17 voli di questo tipo in arrivo in Venezuela. I documenti pubblicati proverebbero l’acquisizione, da parte del presidente venezuelano Nicolas Maduro, di 2.015 unità di difesa antiaerea, precisamente 1.050 missili, 400 bombe, 500 razzi, 30 container e 35 radar. Materiale militare, si specifica, che rientra nella cosiddetta Operazione Scudo Bolivariana 2021. Secondo quanto riferito dal settimanale colombiano, le informazioni vengono da un rapporto definito “urgente” ed inviato lo scorso 16 luglio dal generale Vladimir Padrino López, ministro della Difesa del Venezuela, al Comandante della Difesa Aerospaziale Integrale (Codai), Hernán David García Perozo. “Dopo un’esauriente revisione dei diversi sistemi d’arma atterrati dal Boeing 747-200F di Fars Air Qeshm, appartenente alla Repubblica Islamica dell’Iran, presso la nostra base aerea di Libertadores (Bael), che sono i seguenti: Sistema di difesa aerea di Talash, Agm-84, missili antinave Agm-65G, missili aria-aria Aim-7, Sparrow Aim-9X Sidewinder, sistema radar Aesa Apg-83 Sabr, container Upk-23-250, lanciatore UB-32 con S-5 razzi, bombe ZAB da 500 kg, bomba RBK da 500 kg, fucili d’assalto leggeri riparati AK-103 calibro 7,62 mm, fucili Masaf calibro 51,62 mm”, si legge nel rapporto.



Armi dall’Iran al Venezuela: i documenti ottenuti dal settimanale colombiano

Il documento, precisa “Semana”, è stato preparato dal maggiore generale Gerson Enrique Labrador, direttore generale dell’ufficio del ministero della Difesa, e porta il sigillo della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Nel testo si precisa inoltre di “includere ciascuno dei diversi equipaggiamenti e sistemi nelle parti appartenenti a ciascun comando, e (di) portarli nei diversi depositi di armi delle nostre gloriose Forze Armate Bolivariane, in attesa di istruzioni sulle diverse pratiche e manovre delle stesse. Sempre leali, mai traditori”, conclude il testo. In un altro documento riservato, datato 9 settembre, il comandante generale dell’Aviazione venezuelana, generale Pedro Alberto Juliac Lartiguez, fa un inventario delle armi ricevute e riferisce di un’ispezione congiunta con personale iraniano. “Queste armi e sistemi sono stati ispezionati dal personale di ingegneria aerospaziale iraniano e dai nostri alti ufficiali delle armi collegati a Codai presso le nostre strutture. In attesa di vostri ordini per le manovre di pratica e il montaggio di detti impianti”. Quel rapporto è stato inviato a Vladimir Padrino López. Fonti di intelligence citate da “Semana” confermerebbero inoltre che in Venezuela sono arrivati ​​anche due gruppi della Forza rivoluzionaria iraniana, il gruppo militare meglio addestrato nel Paese. La rivista afferma infine che sono arrivati ​​a Caracas anche professionisti addestrati al trattamento delle armi, e altri dell’intelligence iraniana, mentre “allo stesso tempo, elementi delle forze armate venezuelane sono stati inviati in Iran per corsi di difesa e strategia. I due Paesi hanno concluso di recente un accordo per scambiare petrolio pesante venezuelano con il condensato iraniano, necessario a migliorare la qualità del greggio di Caracas.

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