Venezuela, Maduro: “La lettera di Parolin è spazzatura piena di odio e rancore”

Il presidente del Venezuela ha definito così la missiva che il segretario di Stato vaticano ha fatto pervenire a Caracas

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha definito “spazzatura” piena di “odio” e “rancore” la lettera che il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, ha fatto pervenire a Caracas come sostegno a un percorso di dialogo tra le parti. “Una lettera che era un compendio di odio, di veleno, di rancori, e di cinismo. Una lettera veramente carica di odio, un disastro nazionale”, ha detto Maduro durante un discorso trasmesso al canale pubblico “Venezolana de Television”, rimandando alla missiva letta dall’arcivescovo ausiliare di Caracas, Ricardo Barreto, all’assemblea di Fedecameras. “L’unica nota discordante è stata quella di un prete”, ha detto il presidente celebrando l’inedita presenza del governo all’assise degli imprenditori. “Quando tutti quanti parlavamo di produrre, di unirsi per il Venezuela, di superare la crisi economica, arriva un prete, totalmente sconosciuto, non so se un monsignore o un vescovo e ha letto una lettera attribuita a Pietro Parolin”.

Il capo dello Stato ha parlato di “spazzatura” che “dicono” sia stata inviata da Parolin. “Non mi risulta che l’abbia inviata. Dicono che lui ha inviato una lettera, ma mi chiedo se sia vero. Pietro Parolin ha molto lavoro da fare a Roma e nel mondo perché si interessi a una riunione di un gruppo di imprenditori”. “Cosa c’entra il segretario di Stato vaticano nell’assemblea di Fedecamaras?”, ha proseguito Maduro sottolineando che tutti i venezuelani, senza distinzione ideologica alcuna, devono unirsi per produrre e riattivare l’economia nazionale messa in ginocchio “dall’embargo e dalla guerra economica”. Secondo il presidente la comunicazione arrivata dalla Santa Sede, “piena di trappole e attacchi”, ha finito per “scoraggiare definitivamente l’animo” della riunione degli imprenditori.

Nella missiva, Parolin rimarcava l’importanza che “anche la società civile sia protagonista della soluzione della crisi”, una soluzione che si potrà avere solo “se i venezuelani e in modo particolare quelli che hanno qualche tipo di responsabilità politica, siano disposti a sedersi e negoziare in modo serio su questioni concrete, che diano risposte alle vere necessità dei venezuelani”.

L’invito è a un dialogo da tenersi “in un periodo limitato nel tempo”. In passato, le opposizioni hanno criticato il governo di Nicolas Maduro per aver usato tattiche dilatorie come strumento per vanificare gli sforzi di dialogo. Per raggiungere il risultato prosegue Parolin nella missiva, si “richiede volontà politica” delle parti e la “disponibilità a far sì che il bene comune prevalga sugli interessi dei singoli”, oltre al “sostegno responsabile della società civile e della comunità internazionale”. Dovesse avere successo un negoziato come questo, sarà comunque “necessaria una grande generosità e pazienza, dal momento che la crisi attuale non si risolverà immediatamente, ma saranno necessari molteplici sforzi e sacrifici da parte di tutti”, si legge ancora nella lettera.

A Parolin, dal palco di Fedecameras, aveva già risposto la vice presidente Delcy Rodriguez. “La Chiesa venezuelana deve fare ancora molta strada per dialogare con le autorità venezuelane elette dal popolo venezuelano”, ha detto Rodriguez citando il “comandante Hugo Chavez”, ex presidente del Venezuela. “Diceva che i preti che vogliono fare politica si tolgono la sottana e vengono a fare politica”, dal momento che “in democrazia si trovano sempre le strade”, ha detto. La stessa presenza di Rodriguez al convegno era stata oggetto di attenzione nel dibattito politico nazionale: nessun esponente chavista aveva negli ultimi venti anni partecipato all’assemblea, giunta quest’anno alla 77esima edizione.

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