Vertice di Vienna, la Cina esorta gli Usa a revocare le sanzioni contro l’Iran

Ecco cosa ha detto Pechino alla presenza di diplomatici di Francia, Germania, Russia, Gran Bretagna e Iran

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Gli Stati Uniti dovrebbero revocare “tutte le sanzioni illegali contro Teheran, mentre la parte iraniana dovrebbe riprendere il pieno rispetto dell’accordo nucleare del 2015 su tale base“. Lo ha affermato un inviato cinese alle Nazioni Unite, Wang Qun, dopo l’incontro a porte chiuse che si è svolto a Vienna ieri, 6 aprile, alla presenza di diplomatici di alto livello provenienti da Cina, Francia, Germania, Russia, Gran Bretagna e Iran. L’incontro è servito a discutere la revoca delle sanzioni contro l’Iran e il possibile ritorno degli Stati Uniti all’accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa). Wang ha sostenuto che “il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo e la sua pressione contro l’Iran sono state le cause principali della situazione attuale. Pertanto, il rapido ritorno degli Stati Uniti all’accordo sarebbe la chiave per risolvere le controversie”. Gli Stati Uniti “dovrebbero revocare tutte le sanzioni contro Teheran e, su questa base, l’Iran potrà riprendere il pieno rispetto dell’accordo sul nucleare”, ha aggiunto Wang. “La Cina si oppone fermamente a qualsiasi sanzione unilaterale imposta dagli Stati Uniti, e salvaguarderà i suoi diritti e interessi legittimi”, ha affermato l’inviato. “Continueremo a sostenere fermamente il Jcpoa e a riportarlo sulla buona strada attraverso negoziati equi e ragionevoli”.



I colloqui del Piano d’azione congiunto globale (Pacg) sono stati presieduti dallo spagnolo Enrique Mora, vicesegretario generale e direttore politico del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), a nome dell’Alto rappresentante dell’Unione europea (Ue) per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. Secondo l’agenzia cinese “Xinhua”, il capo negoziatore sul nucleare e viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, che inizialmente non voleva tenere “alcun colloquio diretto o indiretto con gli Stati Uniti”, ha dichiarato alla riunione della commissione che “la revoca delle sanzioni statunitensi è il primo e necessario passo per rilanciare l’accordo nucleare del 2015“. “Se Cina, Gran Bretagna, Francia, Russia e Germania riusciranno a convincere Washington a revocare tutte le sanzioni con qualsiasi mezzo conoscano, allora l’Iran si atterrà” nuovamente all’accordo, ha dichiarato il viceministro Araqchi.

Washington, la cui delegazione a Vienna è stata guidata dall’inviato Robert Malleya, ha affermato lunedì in conferenza stampa che “l’obiettivo dei colloqui era quello di preparare il terreno per un reciproco ritorno al rispetto dell’accordo del 2015, ma senza prevedere una svolta immediata“. Il Jcpoa era stato raggiunto nel 2015 tra l’Iran, l’Unione europea e il P5 + 1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cioè Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia, Francia, Cina e Germania). Teheran aveva accettato di bloccare parti del suo programma di armi nucleari in cambio di minori sanzioni economiche. Nel 2018 Washington, allora sotto l’ex amministrazione di Donald Trump, si è ritirata dal Pacg, inasprendo le sanzioni contro l’Iran. L’attuale presidente Usa Joe Biden ha affermato che “se l’Iran tornasse al pieno rispetto del Pacg, gli Stati Uniti farebbero lo stesso”. L’Iran ha insistito il ritiro delle sanzioni Usa deve essere il primo passo verso il ritorno all’accordo.



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