Vietnam: Pham Minh Chinh eletto primo ministro, presidente Nguyen Xuan Phuc

Entrambi avranno a disposizione mandati da 5 anni e presteranno giuramento questa sera

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Il parlamento del Vietnam eleggerà quest’oggi Pham Minh Chinh, già segretario della commissione organizzativa del comitato centrale del Partito comunista, come primo ministro in sostituzione di Nguyen Xuan Phuc, che diventerà il nuovo presidente. Lo riferisce il quotidiano giapponese “Nikkei”. Entrambi avranno a disposizione mandati da cinque anni e presteranno giuramento già questa sera. La nuova leadership avrà il compito di mantenere in crescita l’economia nazionale, uscita sostanzialmente indenne dalla crisi pandemica, e di preservare la stabilità politica e sociale. L’obiettivo, secondo gli esperti, è di assestare il Vietnam su un tasso di crescita annuo del Pil pari al 6 per cento.



La leadership vietnamita si poggia su quattro pilastri: il segretario del Partito comunista, il presidente, il primo ministro e il presidente dell’Assemblea nazionale. Il capo dello Stato ha la prerogativa di rappresentare il Paese all’estero. Le nomine odierne giungono dopo il 13mo Congresso nazionale tenuto a Hanoi dal 25 gennaio al primo febbraio, durante il quale il Partito comunista ha eletto Nguyen Phu Trong, 76 anni, come segretario generale per un terzo mandato consecutivo. A partire dal 2018, dopo la morte dell’allora presidente Tran Dai Quang, Trong aveva ricoperto anche l’incarico di capo dello Stato. Presidente dell’Assemblea nazionale è invece Vuong Dinh Hue, 64 anni, eletto alla fine di marzo.

Chinh, 62 anni, avrà il compito di formare un nuovo governo dopo aver prestato giuramento. Nativo della provincia settentrionale di Thanh Hoa, ha ricoperto vari incarichi all’interno del Partito comunista ed è stato eletto tra i 18 membri del Politburo in occasione del Congresso nazionale del 2016. Secondo gli analisti citati da “Nikkei”, la promozione di Chinh è in linea con i recenti indirizzi di politica interna di Hanoi, che ha operato un giro di vite contro il dissenso, anche sui social media e sulla stampa, in risposta alle tensioni in crescita in altre zone dell’Asia come Hong Kong, Thailandia e Myanmar.



Il nuovo premier potrebbe tuttavia pagare la scarsa esperienza governativa ad alto livello. All’inizio della carriera, tra il 1984 e il 1996, è stato ricercatore al ministero degli Affari interni e diplomatico in Romania. Successivamente ha servito nel ministero di Pubblica sicurezza, arrivando a ricoprire l’incarico di vice ministro nel 2010. Una lunga gavetta che lo ha visto poi passare quattro anni nella provincia di Quang Ninh come leader locale del partito. La carriera ha avuto una svolta nel 2015, quando Chinh è tornato a Hanoi come numero due del comitato organizzativo centrale. Tra le altre nominee odierne figurano quella del generale Nguyen Trong Nghia, che guiderà la commissione per la Propaganda e l’Istruzione del comitato centrale dopo aver supervisionato l’unità informatica da 10 mila membri dell’esercito che monitora i contenuti politici sui social media.

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