Vietnam: si è insediato il nuovo primo ministro Pham Minh Chinh

Il nuovo premier potrebbe pagare la scarsa esperienza governativa ad alto livello

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Il primo ministro del Vietnam, Pham Minh Chinh, si è ufficialmente insediato ieri, 5 aprile dopo la sua nomina da parte della 14ma Assemblea nazionale riunitasi in quel Paese per eleggere le massime cariche dello Stato. Secondo Pham Quang Minh, ex rettore dell’Università di Scienze sociali di Hanoi, consultato dal “South China Morning Post”, la nomina di Minh non comporterà mutamenti drastici nella governance del Paese. Chinh è una figura emergente del panorama politico vietnamita, poco conosciuto dall’opinione pubblica, ma la leadership collettiva è ancora la norma nel Vietnam, e Chinh è comunque un funzionario 62enne, che difficilmente reinventerà aspetti anche marginali delle politiche nazionali. La promozione di Chinh segue il Congresso nazionale del Partito comunista che si è tenuto nel Vietnam lo scorso gennaio, e durante il quale sono stati selezionati i profili per rivestire le cariche di primo ministro, presidente, presidente dell’Assemblea nazionale e segretario generale di partito.



Il Vietnam continuerà “a fare miracoli” diventando un Paese “forte e prospero”. Lo ha promesso ieri il nuovo presidente Nguyen Xuan Phuc in occasione del suo giuramento, avvenuto dopo la sua elezione da parte della 14ma Assemblea nazionale. Il mandato di Phuc durerà cinque anni e scadrà nel 2021. Nel suo discorso il nuovo capo dello Stato ha promesso che farà del suo meglio per svolgere le proprie funzioni in linea con le aspirazioni del popolo e in stretto coordinamento con gli altri organi istituzionali. Nel prossimo periodo, ha affermato, il Vietnam affronterà minacce e opportunità allo stesso tempo, ma “sotto la leadership del Partito comunista, con le risorse del popolo vietnamita con la forza dell’unità nazionale e il sostegno degli amici internazionali, supererà tutte le difficoltà per raggiungere gli obiettivi fissati dal 13mo Congresso nazionale del Partito”. “Saremo sempre dei buoni amici e dei fidati partner di voi tutti”, ha poi dichiarato rivolgendosi ai cittadini.

Il parlamento del Vietnam ha eletto quest’oggi Pham Minh Chinh, già segretario della commissione organizzativa del comitato centrale del Partito comunista, come primo ministro in sostituzione di Nguyen Xuan Phuc, che è diventato il nuovo presidente. La nuova leadership avrà il compito di mantenere in crescita l’economia nazionale, uscita sostanzialmente indenne dalla crisi pandemica, e di preservare la stabilità politica e sociale. L’obiettivo, secondo gli esperti, è di assestare il Vietnam su un tasso di crescita annuo del Pil pari al 6 per cento. La leadership vietnamita si poggia su quattro pilastri: il segretario del Partito comunista, il presidente, il primo ministro e il presidente dell’Assemblea nazionale. Il capo dello Stato ha la prerogativa di rappresentare il Paese all’estero. Le nomine odierne giungono dopo il 13mo Congresso nazionale tenuto a Hanoi dal 25 gennaio al primo febbraio, durante il quale il Partito comunista ha eletto Nguyen Phu Trong, 76 anni, come segretario generale per un terzo mandato consecutivo. A partire dal 2018, dopo la morte dell’allora presidente Tran Dai Quang, Trong aveva ricoperto anche l’incarico di capo dello Stato. Presidente dell’Assemblea nazionale è invece Vuong Dinh Hue, 64 anni, eletto alla fine di marzo.



Chinh, 62 anni, avrà il compito di formare un nuovo governo dopo aver prestato giuramento. Nativo della provincia settentrionale di Thanh Hoa, ha ricoperto vari incarichi all’interno del Partito comunista ed è stato eletto tra i 18 membri del Politburo in occasione del Congresso nazionale del 2016. Secondo gli analisti citati da “Nikkei”, la promozione di Chinh è in linea con i recenti indirizzi di politica interna di Hanoi, che ha operato un giro di vite contro il dissenso, anche sui social media e sulla stampa, in risposta alle tensioni in crescita in altre zone dell’Asia come Hong Kong, Thailandia e Myanmar.

Il nuovo premier potrebbe tuttavia pagare la scarsa esperienza governativa ad alto livello. All’inizio della carriera, tra il 1984 e il 1996, è stato ricercatore al ministero degli Affari interni e diplomatico in Romania. Successivamente ha servito nel ministero di Pubblica sicurezza, arrivando a ricoprire l’incarico di vice ministro nel 2010. Una lunga gavetta che lo ha visto poi passare quattro anni nella provincia di Quang Ninh come leader locale del partito. La carriera ha avuto una svolta nel 2015, quando Chinh è tornato a Hanoi come numero due del comitato organizzativo centrale. Tra le altre nomine figurano quella del generale Nguyen Trong Nghia, che guiderà la commissione per la Propaganda e l’Istruzione del comitato centrale dopo aver supervisionato l’unità informatica da 10 mila membri dell’esercito che monitora i contenuti politici sui social media.

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