Violenza donne: via libera unanime dalla Camera alla mozione unitaria

L'approvazione è stata salutata dall'emiciclo con un applauso

violenza donne

Via libera unanime da parte dell’Aula della Camera con 339 sì e nessun voto contrario alla mozione unitaria presentata da maggioranza ed opposizione concernente iniziative volte a prevenire e contrastare la violenza contro le donne. L’approvazione è stata salutata dall’emiciclo con un applauso. Tra i 42 impegni indirizzati al governo, si segnala quello “a promuovere iniziative utili a incoraggiare le donne a denunciare, garantendo loro una rete di protezione che nasca e operi nell’ambito di una fattiva ed effettiva collaborazione interistituzionale”. Il testo impegna, poi, l’esecutivo a “proseguire nelle politiche di contrasto alla violenza di genere e alla violenza domestica quali prioritarie dell’azione di governo, coerentemente con le disposizioni nazionali, europee ed internazionali di riferimento al fine di raggiungere la piena applicazione della convenzione di Istanbul” e “a valutare l’opportunità di adottare le iniziative legislative di competenza, nel rispetto dell’autonomia scolastica, volte a istituire la figura professionale dello psicologo scolastico, al fine di contribuire alla sana formazione della personalità degli studenti, di prevenire i fattori di rischio o situazioni di disagio giovanile, di sostenere le famiglie e il personale scolastico nonché di favorire l’insegnamento dell’intelligenza emotiva per contrastare e prevenire l’acquisizione di modelli relazionali distorsivi”.



Il documento impegna, inoltre, il governo “ad avviare tutte le iniziative utili volte a promuovere realmente e concretamente la non discriminazione nei confronti delle donne con disabilità, anche attraverso l’utilizzo delle risorse e dei fondi dell’Unione europea”, e “ad assumere iniziative per promuovere e favorire l’inclusione sociale delle donne con disabilità attraverso un effettivo inserimento nel mercato del lavoro, anche con riguardo ai congedi maternità e alla flessibilità degli orari, rafforzando la normativa vigente in materia o, se necessario, tramite l’elaborazione di nuove iniziative normative, anche promuovendo la partecipazione delle donne con disabilità ad attività di carattere sportivo”.

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