Violenza sulle donne, il Consiglio dei ministri dà il via libera al disegno di legge

Nelle misure è previsto l'aumento della pena per violenza domestica a chi era già stato ammonito

violenza sulle donne

Via libera del governo in Consiglio dei ministri al disegno di Legge, disposizioni per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica. Le pene per i reati come percosse, lesioni, minacce, di cui agli articoli 581, 582, 610, 612, secondo comma, 614 e 635 del codice penale sono aumentate se il fatto è commesso, nell’ambito di violenza domestica, da soggetto già ammonito ai sensi del presente articolo. E’ quanto prevede la bozza del ddl sulla violenza sulle donne, secondo cui si procede d’ufficio per i reati previsti dagli articoli 581, 582, secondo comma, 612, secondo comma, prima ipotesi, 614, primo e secondo comma, del codice penale quando il fatto è commesso, nell’ambito di violenza domestica, da soggetto già ammonito ai sensi del presente articolo.



L’organo di polizia che procede a seguito di denuncia o querela per fatti riconducibili ai reati di violenza domestica, qualora dai primi accertamenti emergano concreti e rilevanti elementi di pericolo di reiterazione della condotta, ne dà comunicazione al prefetto che può adottare misure di vigilanza dinamica, da sottoporre a revisione trimestrale, a tutela della persona offesa.

Tra le misure contenute nella bozza del ddl per contrastare la violenza sulle donne che il governo ha approvato oggi in Consiglio dei ministri c’è l’ipotesi normativa di fermo “anche fuori dei casi di cui al comma 1 e di quelli di flagranza” in caso di “grave e imminente il pericolo che la persona indiziata commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale”. All’articolo 384 del codice di procedura penale – si legge – dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1-bis. Anche fuori dei casi di cui al comma 1 e di quelli di flagranza, il pubblico ministero dispone, con decreto motivato, il fermo della persona gravemente indiziata di uno dei delitti previsti da-gli articoli 572, 582, 612-bis del codice penale o di delitto, consumato o tentato, commesso con minaccia o violenza alla persona per il quale la legge prevede la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre anni, quando sussistono specifici elementi per ritenere grave e imminente il pericolo che la persona indiziata commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice.” Ci sarebbero, infine, anche nuove disposizioni sul braccialetto elettronico.



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